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Quel ponte sull’Ausa che univa Villaggio Primo Maggio e Grotta Rossa: “Ricostruiamolo”

Ponte Primo Maggio

In questi giorni, sono numerose le iniziative dei candidati in campagna elettorale. Difficile darne conto. Talvolta tuttavia vi sono alcune proposte dei consiglieri che meritano di essere raccontate. Una di queste è l’iniziativa promossa da due candidati del Pd, Barbara Di Natale e Giuseppe Neri, che coinvolge la zona del Villaggio Primo Maggio. Tanti saranno gli argomenti dell’incontro. Tuttavia interessante è la proposta di ripristinare un vecchio collegamento tra il Villaggio Primo Maggio, Grotta Rossa e Covignano. Questa lè a storia di quel collegamento ora smantellato.

Una storia ripresa e raccontata da Barbara Di Natale.

“La campagna a due passi dal centro storico e allora partiamo dalla terra! La scelta della campagna nasce dal desiderio di conquistare più spazio per noi stessi, per la bellezza della natura, possibilmente non inquinata, per la semplicità della vita, a contatto e in prossimità della terra. La campagna ci allontana dal caos urbano, fatto di ritmi, talvolta frenetici e inutilmente compulsivi, sicuramente lontani da quelli naturali cui dovremmo essere abituati.

Per questo mi sono appassionata ad una storia del territorio che vi voglio raccontare.

Sul finire del 1800 in prossimità di via Montescudo all’altezza della Trattoria Neri venne inaugurata una fornace di mattoni e, contestualmente costruito un ponte in legno allo scopo di attraversare il torrente Ausa e agevolare i lavori della fornace appena inaugurata. Nel 1923 la fornace venne dismessa, nacque così il ghetto che prese il nome di “Fornace Vecchia”.

Il ponte rimase in uso alla collettività per gli spostamenti tra una riva e l’altra.

Ponte Primo Maggio

Negli anni ’40, divenuto storicamente rilevante, per esigenze di viabilità venne ricostruito dai residenti delle due sponde che ne rinforzarono la struttura con travi d’acciaio e legno. Il “collaudo” se così si può dire, lo fecero i convogli militari che durante la seconda guerra lo utilizzarono per gli spostamenti delle truppe. La sua presenza è attestata nelle mappe militari d’epoca.

Negli anni ’50 nel ghetto “Fornace Vecchia”, fu costruita una scuola elementare e il ponte permise agli allievi che abitavano sull’altra riva di raggiungerla facilmente.

In seguito il ghetto si ampliò con un negozio di generi alimentari e un locale da ballo, che ovviamente aumentò l’andirivieni di persone e conseguentemente l’uso del ponte.

Ponte Primo Maggio

Così, per molto tempo il ponte accrebbe la sua importanza perché in una zona sempre più urbanizzata, permetteva una veloce viabilità ciclopedonale tra il Villaggio 1° Maggio, Grotta Rossa e Covignano (via Montescudo e via Barattona), evitando così percorsi molto più lunghi e trafficati.

Nell’aprile del 2016 il ponte venne demolito dall’autorità preposta ritenendo la struttura troppo usurata e pericolosa per l’uso pubblico. Ora però il ghetto è diviso in due parti, attività agricole e commerciali che prima erano a stretto contatto sono divise e risentono anche della perdita di clientela.

I residenti della zona chiedono che il collegamento venga ripristinato con una nuova infrastruttura che consenta di rendere praticabile l’idea di mobilità circolare tra tutte le aree del territorio connettendo le piste ciclabili di via Montescudo e di Grottarossa.

E allora “colleghiamo” i ricordi, le emozioni di persone che hanno arricchito la nostra vita.”

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