Quelle elezioni del 1980 che dovevano cambiare Rimini
7 Agosto 2025 / Paolo Zaghini
Nel quinquennio 1979-1983 successero cose rilevanti che determinarono cambiamenti profondi nell’assetto politico della Città. Il focus del mio racconto saranno le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Rimini dell’8 giugno 1980.
E da uomo di parte prenderò come punti di riferimento temporali di questo mio racconto i due congressi della Federazione Comunista Riminese: il 12° svoltosi alla Fiera di Rimini dall’1 al 4 marzo 1979 e il 13° tenutosi al teatro Novelli dal 9 al 12 marzo 1983.
Il Congresso comunista del 1979 si tenne immerso nella pesante atmosfera della politica nazionale che aveva indubbi riflessi anche sulla situazione riminese. Ricordiamo che a maggio 1978 le BR avevano ucciso l’on. Aldo Moro alla vigilia di una possibile e diretta partecipazione del PCI al Governo e che a gennaio 1979 sempre le BR uccisero a Genova l’operaio comunista Guido Rossa. Tutto questo portò alla crisi del Governo Andreotti e allo svolgimento delle elezioni politiche anticipate il 3 giugno 1979. Una settimana dopo, il 10 giugno 1979, si votò per la prima volta per la elezione del Parlamento europeo. Il 5 agosto 1979 Francesco Cossiga divenne il nuovo Presidente del Consiglio.
Aprì l’1 marzo 1979 il 12° Congresso della Federazione del PCI riminese Giorgio Alessi (1939-2013). Fu il suo ultimo atto quale segretario del PCI riminese, ruolo che aveva ricoperto per quasi sei anni (era stato eletto il 7 giugno 1973). Cosa dire della sua segreteria, se non che aveva vinto tutto quello che c’era da vincere: dal referendum sul divorzio nel maggio 1974, alle amministrative del 1975 dove il PCI arrivò a governare in 17 comuni su 20 del Circondario e dove toccò, alle regionali, il massimo storico in percentuale (il 49,96%), sfiorando la maggioranza assoluta; dal successo alle politiche del 1976 ai risultati ottenuti nel tesseramento (il massimo mai raggiunto: 19.590 iscritti nel 1976).

1 marzo 1977. Rimini, Salone fieristico. Giorgio Alessi apre con la sua relazione l’11° Congresso del PCI riminese
Eppure tanti problemi, soprattutto di elaborazione politica e di governo nelle pubbliche amministrazioni, erano aperti sul tavolo della politica locale. Non c’era consapevolezza dell’urgenza di alcune scelte, di rivedere vecchie posizioni: la crisi degli anni ’80 nacque in quegli anni, anche se occorse del tempo perché questa divenisse evidente.
Il 12° Congresso ancora una volta non affrontò questioni locali: la situazione politica nazionale, il terrorismo, la situazione internazionale (in particolare la tragica guerra tra due paesi comunisti, Cina e Vietnam), lo stato del partito attirarono l’attenzione della relazione e degli oltre 30 interventi all’assise comunista.
I delegati al Congresso elessero il nuovo Comitato Federale, il massimo organismo di direzione politica della Federazione, composto da 72 membri. Al suo interno entravano una trentina di nuovi quadri dirigenti emersi negli ultimi anni, in particolare quadri operai. Il CF elesse nuovo Segretario della Federazione Nando Piccari, classe 1948, 31 anni, ex segretario della FGCI dal 1969 al 1970, nel Comitato Federale dal 1969 e nella Segreteria provinciale dal 1972. Con lui in Segreteria Marco Bruscolini, Stefano Cevoli, Giovanna Filippini, Primo Ghirardelli, Walter Moretti, Zeno Zaffagnini.
Sindaco della Città eletto dopo le elezioni del 1975 era stato riconfermato Nicola Pagliarani, sostituito il 9 luglio 1978 da Zaffagnini.

1975 ca. Il Segretario della Federazione Comunista riminese Giorgio Alessi
Vediamo ora come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista arrivarono anche loro alla tornata elettorale comunale del 1980.
La DC aveva tenuto il suo 4° Congresso circondariale a San Fortunato, presso la Casa dei Ritiri Pio XII, il 12 e 13 marzo1977. I 107 delegati delle 54 Sezioni DC del Circondario, espressione di circa 1.900 iscritti, si erano confrontati nelle due giornate sul rinnovamento necessario del Partito sull’onda della proposta politica del Segretario Nazionale Benigno Zaccagnini. I delegati elessero il nuovo Comitato circondariale composto da 30 membri, così ripartiti: Lista 1 (Destra) 7 eletti ; Lista 2 (Centro) 4 eletti; Lista 3 (Centro Zaccagnini) 12 eletti; Lista 4 (Sinistra) 7 eletti. Segretario venne riconfermato il riccionese Attilio Battarra (era stato eletto il 25 ottobre 1975, dopo le dimissioni del Segretario Giorgio Della Biancia). Nella lista 3 guidata da Battarra aderirono, ed entrarono nel partito per la prima volta, i cattolici popolari di “Comunione e Liberazione”: Massimo Pasquinelli entrò nella nuova Direzione (composta da 11 membri) con la responsabilità della SPES (propaganda e stampa del partito). La segreteria di Battarra fu segnata da numerose difficoltà date dalla conflittualità del gruppo dirigente: i componenti la direzione furono cambiati due volte (l’8 dicembre 1978 e il 10 novembre 1979).

12-13 marzo 1977. Rimini, San Fortunato, Casa dei Ritiri Pio XII. IV Congresso Circondariale della DC riminese. Da sin. Giuseppe Gemmani, il segretario circondariale della DC riminese Attilio Battarra, il consigliere regionale Giovannino Bianchi, l’ex sen. Gino Zannini, il sen. Armando Foschi
Battarra si dimise ai primi di novembre 1979 e al suo posto il 10 novembre venne eletto segretario il sen. Armando Foschi, storico leader della sinistra democristiana riminese, vicino a Carlo Donat Cattin. Suo compito primario fu quello di guidare il partito verso le elezioni del giugno 1980. In una sua intervista al Resto del Carlino del 16 dicembre 1979 dichiarò: “Per quanto riguarda i partiti democratici dell’area laica i rapporti sono sempre stati ottimi e intendiamo mantenerli tali. A proposito del PSI, pur consapevole della sua scelta circondariale di indisponibilità ad alleanze anche locali con la DC, peraltro ribadite nel recente congresso, ritengo che un certo rapporto costruttivo di serrato confronto possa e debba svilupparsi in ordine ai principali problemi che condizionano lo sviluppo economico, sociale e civile della nostra comunità. Ciò non toglie che la DC si esima da un preciso dovere di maggior partito dell’opposizione di giudicare anche severamente i consuntivi politici ed amministrativi dei nostri enti locali, dove nel bene e nel male, anche il PSI è corresponsabile insieme al PCI”.
“Per quanto riguarda poi il PCI, non posso che ribadire l’analisi più volte da noi fatta circa l’incontrovertibile disegno egemonizzante portato avanti dentro e fuori le istituzioni dal PCI, soprattutto per ciò che attiene gli spazi della cultura e per le aggregazione spontanee ed altre analoghe istanze più volte espresse da componenti vive della società. Da ciò deriva la riconferma del nostro rifiuto a far parte di giunte o maggioranze assieme al PCI sia per ora che dopo le elezioni del 1980”.
A novembre 1979 si erano poi tenuti i congressi in tutte le sezioni per la elezione degli 8 delegati riminesi al Congresso regionale (19-20 gennaio 1980) in preparazione del 14. Congresso Nazionale di Roma del 15-20 febbraio 1980 in cui Benigno Zaccagnini venne sostituito alla Segreteria nazionale da Flaminio Piccoli. Si impose con il 43,6% dei voti la lista n. 5 ispirata all’”area Zaccagnini”. Agli iscritti riminesi della DC erano state proposte 5 liste avanzate da altrettanti gruppi che si richiamavano a correnti e leaders nazionali del partito. Gli 8 delegati riminesi eletti furono: per la lista 1 (Andreotti) Giuseppe Roberti; per la lista 2 (Rumor) Giuseppe Migani; per la lista 3 (Forlani) Giorgio Della Biancia, Umberto Mazzotti; per la lista 4 (Mazzotta) Franco Beltrami; per la lista 5 (Zaccagnini) Corrado Savoretti, Massimo Pasquinelli, Luigi Fabbri.
Il Partito Socialista riminese tenne il suo 12. Congresso nel marzo 1978. Alla guida del Partito c’era dal 1975 Massimo Conti, subentrato a Ercole Tiboni. Segretario nazionale del PSI dal 16 luglio 1976 era Bettino Craxi. E l’8-9 dicembre 1979 si tenne il 13. Congresso. Sono anni segnati da profonde divisioni interne del partito, a livello nazionale e locale. A Rimini da una parte i “giovani” Conti e Renato Capacci, dall’altra l’”anziano” Tiboni e il suo delfino Aurelio Tosi. I cento delegati del 13° Congresso, in rappresentanza di 1.452 iscritti, diedero la maggioranza assoluta con il 58,83% dei voti alla lista Craxi-Signorile di Conti-Capacci (17 seggi su 31 in Direzione), il 32.25% agli autonomisti di Tiboni (10 seggi), il 6,45% ai manciniani di Reno Volanti e Antonio Quadrelli (2 seggi), il 6,47% ai demartiniani di Giuseppe Angelini (2 seggi). L’esito del Congresso segnò il compimento della svolta politico-generazionale del PSI riminese, riconfermando una politica di alleanza con il PCI negli enti locali.

5 marzo 1979. Rimini, sede della Federazione Comunista in Piazzale Clementini. Il giorno dopo il Congresso il Comitato Federale elegge Nando Piccari nuovo Segretario della Federazione del PCI riminese
I tre maggiori partiti nel corso del 1979 si erano dunque predisposti per la competizione elettorale dell’8 giugno 1980 guidati dai segretari Nando Piccari, Armando Foschi, Massimo Conti.
Intanto le elezioni politiche del 3 giugno 1979 avevano visto il PCI a Rimini ottenere alla Camera il 43,51% (il 20 giugno 1976 il 45,75%, -2,24%) , la DC il 29,24% (nel 1976 il 30,34%, -1,10%), il PSI il 7,37 (nel 1976 il 7,98%, – 0,61%).
Il comunisti riminesi confermarono alla Camera l’on. Francesco Alici, mentre al Senato contribuirono a far eleggere il forlivese Sergio Flamigni. La DC riconfermava alla Camera l’on. Nicola Maria Sanese; al Senato Armando Foschi, inizialmente non eletto, subentrò il 30 settembre 1981 dopo la morte del sen. Gino Cacchioli.
Dal 7 al 10 febbraio 1980 si tenne a Rimini, fra Teatro Novelli e Palazzetto dello Sport, la Conferenza d’Organizzazione della FGCI nazionale. Al termine venne eletto nuovo Segretario nazionale, al posto di Massimo D’Alema, Marco Fumagalli.
Berlinguer fu a Rimini il 9 e il 10 febbraio, alloggiato presso l’Hotel Bellevue a Marina Centro. Con lui l’inseparabile Antonio Tatò, suo segretario particolare e addetto stampa. Arrivò a Rimini alle 3 di notte, prelevato alla stazione di Bologna dal Segretario della Federazione Nando Piccari. Il Bellevue era presidiato da 25 uomini della DIGOS e da un numeroso servizio d’ordine del PCI guidato da Stefano Cevoli, allora Segretario del Comitato comunale riminese. Ad attenderlo il Sindaco di Rimini Zaffagnini.

2 dicembre 1979. Rimini. Convegno della DC sul turismo. Da sin. l’on. Nicola Sanese, il Ministro del Turismo Bernardo D’Arezzo, il segretario circondariale della DC riminese sen. Armando Foschi, il segretario comunale della DC riminese Mario Perrotti
Il Resto del Carlino fece seguire la Conferenza e la presenza a Rimini di Berlinguer dal giornalista ravennate Vanni Ballestrazzi che scrisse diversi articoli, in cronaca locale e in quella nazionale, fra l’8 e l’11 febbraio 1980.
L’Unità invece fece seguire la Conferenza e gli interventi di Berlinguer dal giornalista Piero Sansonetti che scrisse diversi articoli fra l’8 e l’11 febbraio 1980.
Alle ore 10 del 9 febbraio arrivò al Novelli, “accolto da applausi da far cadere il soffitto” scrisse il Carlino e vi rimase sino alle 12 quando si recò in Piazza Clementini, presso la sede della locale Federazione Comunista, accolto da numerosi militanti e dai segretari delle sezioni della provincia di Rimini. Alle 12.45 trasferimento in Piazza Cavour, raggiunta con una passeggiata, con sosta per una breve visita al Tempio Malatestiano, lungo il corso d’Augusto, per un saluto al Sindaco Zaffagnini e alla Giunta comunale e poi il rientro al Bellevue per il pranzo. Il pomeriggio e la sera li trascorse in camera a preparare il discorso del giorno dopo all’assemblea plenaria dei giovani comunisti.

31 dicembre 1981. Rimini, Sala dell’Arengo. Saluto di fine anno del Sindaco Zaffagnini. Da sin. il segretario della Federazione circondariale del PSI Renato Capacci (era stato eletto, in sostituzione di Massimo Conti, a fine 1980), il segretario della Federazione Comunista riminese Nando Piccari
Il 10 mattina partecipò ed intervenne alla Conferenza d’Organizzazione della FGCI al Palazzetto dello Sport. Prese la parola alle 10.30. Al suo fianco numerosi dirigenti nazionali del PCI: Giorgio Napolitano, Renato Zangheri, Luciano Guerzoni, Aldo Tortorella, Gianfranco Borghini, Renzo Imbeni. Al Palazzetto dello sport erano presenti oltre settemila persone ad ascoltarlo. Il Carlino così riassumeva il suo intervento: “Berlinguer ha lanciato l’ultimo messaggio alla DC prima del suo congresso: ‘Non parteciperemo a nessuna trattativa se non per concretizzare l’ingresso del PCI al governo con pari dignità rispetto agli altri partiti’. La seconda parte del discorso è stato riservato ad osservazioni sui lavori dei giovani comunisti” (Il Resto del Carlino dell’11 febbraio 1980).
Nel pomeriggio, prima di rientrare a Roma, Berlinguer volle recarsi alla Galleria dell’Immagine presso la Biblioteca Gambalunga per una veloce visita alla magnifica mostra del fotografo Franco Pinna, curata da Gian Butturini, che lo accolse. Con Berlinguer Giorgio Napolitano, Aldo Tortorella, Antonio Tatò e i riminesi Nando Piccari, Zeno Zaffagnini, Stefano Cevoli, Piero Meldini. Poi partenza in macchina per il rientro a Roma.

Giugno 1985. Rimini, Sala dell’Arengo. Consiglio Comunale. Dopo le elezioni del 18 maggio, ratifica dei consiglieri eletti. Da sin. Massimo Conti e Nando Piccari. Saranno nominati Sindaco e Vice-Sindaco nella seduta del Consiglio Comunale del 6 agosto 1985. Dietro i rappresentanti della stampa: Andrea Basagni (in piedi), Riccardo Fabbri, Giorgio Giovagnoli, Marzio Cesarini
(1. segue)
Paolo Zaghini
(nell’immagine in apertura: 10 febbraio 1980. Rimini, Palazzetto dello Sport. Conferenza d’Organizzazione della FGCI nazionale. Da sin. Giusi Del Mugnaio, Marco Fumagalli, Enrico Berlinguer, Vasco Errani (dietro), Giulia Rodano)