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Il racconto di Edoardo Bassetti premiato al concorso letterario “Cultora”

Il nostro collaboratore Edoardo Bassetti, 22 anni, insieme ad altri autori ha vinto la Quinta edizione del concorso letterario Cultora, indetto dalla casa editrice Historica Edizioni in collaborazione con il sito Cultora.it, portale italiano di informazione culturale.

I racconti vincitori sono stati pubblicati da Historica edizioni in un’antologia che è stata presentata in anteprima nazionale in occasione di “Più libri più liberi” (https://plpl.it/), la fiera della piccola e media editoria di Roma (5-9 dicembre). Il libro è ordinabile online nelle maggiori piattaforme e in libreria, oltre ad essere disponibile nelle principali fiere del libro a cui partecipa la casa editrice.

Presso la Libreria Cultora di Roma, sabato 8 dicembre alle 11:00, è stato organizzato l’evento ufficiale di consegna degli attestati di partecipazione per gli autori selezionati.

La quarta di copertina del volume recita: “Quello del Concorso Letterario Cultora, giunto alla Quinta Edizione, è un lungo viaggio letterario attraverso il mondo della scrittura narrativa italiana. Decine di autori con prerogative, sensibilità, appartenenze e origini diverse si cimentano nella stesura di racconti capaci di unire modernità e tradizione, fiaba e thriller, ambientazioni di fantasia e incredibili storie vere. L’unico filo conduttore è quello di riuscire a dar voce ai propri pensieri, con la voglia di condividere il proprio talento letterario”.

“Nel racconto “L’isola dei morti” – spiega Edoardo Bassetti, che scrive per Chiamamicitta.it fin dall’avvio della testata – ho provato a innescare un cortocircuito che solo l’arte è capace di generare, anche nel più profano dei fruitori: un uomo che aveva sempre fatto delle proprie inattaccabili certezze il suo punto di forza, di fronte a un noto dipinto conservato all’Alte Nationalgalerie di Berlino, finisce in pochi secondi per rimettere tutto in discussione. Riuscirà a tornare indenne dall’abisso, prima che l’apnea del Ricordo causi conseguenze irreversibili?”.

“L’idea del racconto – prosegue il nostro giovane collaboratore – nasce da una vera e propria “serie di Fortunati eventi” – citando Lemony Snicket: ho infatti visto “L’isola dei morti” di Böcklin, il cimitero di San Michele a Venezia e “The Youth – La Giovinezza” di Sorrentino nel giro di poche settimane, e ho realizzato sin da subito come ci fosse una qualche analogia che li legava fra loro – che in parte, poi, ho appreso non essere certo una mia scoperta.
Ho provato quindi a scorgere un comun denominatore dal punto di vista narrativo, sfruttando la sfasatura fra tempo esteriore e tempo interiore che la fruizione di un’opera d’arte può spesso innescare”.

Fonti di ispirazione? “In questo senso mi sono ispirato al “montaggio alternato” del romanzo modernista, e in particolare a Virginia Woolf. Fra gli autori contemporanei, invece, apprezzo particolarmente Roth, Magris e Celati. Ma come accade sempre quando si scrive, non ho potuto fare a meno di attingere inevitabilmente anche dalla mia esperienza personale, in maniera più o meno consapevole”.

“In realtà avevo già scritto anche altri racconti, ma questo mi sembrava il più adatto per essere presentato a un concorso letterario, forse perché sorretto appunto da un soggetto più particolare. Speriamo che questa pubblicazione sia di buon auspicio per il futuro, e per quei testi cui devo ancora trovare una forma compiuta”.

“Ringrazio la mia Famiglia, e la Fiducia che mi ha sempre riservato. Ringrazio il Professor Paolo Petruzzi, senza il quale di certo avrei intrapreso altre strade. Ringrazio infine tutti coloro che hanno letto il racconto quando era poco più che un’idea informe, e chi ne ha ispirato poi lo sviluppo, cui io stesso ho assistito da spettatore”, conclude Bassetti.

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