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Raffaelli (Lega): “Ddl Zan non era civiltà, Pd non può insegnare niente a nessuno”

“E’ un ‘no’ netto e motivato quello del Senato al Ddl Zan e davvero desta meraviglia il commento poco meditato di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. Ma si sa, il PD ha una capacità unica di stravolgere la realtà senza timore di scadere nel ridicolo”: così in una nota la parlamentare della Lega Elena Raffaelli.

E l’onorevole e assesore riccionese prosegue: “Il Ddl Zan non era un provvedimento di civiltà, a meno che Bonaccini non consideri ‘civiltà’ la violazione della libertà di pensiero e il boicottaggio indiscriminato di chi ha legittime opinioni diverse. Perché a questo puntava il testo Zan, a imbavagliare, zittire e intimidire chi dissente e non a un obiettivo condivisibile di introdurre pene più severe per chi discrimina o usa violenza sulla base di pregiudizi legati al sesso, all’etnia o al credo religioso. Ma che Bonaccini sbagli completamente lo dimostra anche la chiusura del Pd a qualunque mediazione e confronto”.

“Altro che ‘visione premoderna dei diritti’, Il Pd non può insegnare nulla a nessuno in tema di diritti e di libertà. Se davvero l’obiettivo del Pd è arrivare a un risultato concreto e condiviso, senza strumentalizzazioni ideologiche, si può fare partendo dal testo sostenuto dalla Lega che non incide sulla libertà di educazione, che esclude dai programmi scolastici la teoria gender e non censura la libertà di opinione”, conclude Elena Raffaelli.

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