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Rapinatore per disperazione chiede scusa

Aveva rapinato la filiale di Rimini Banca in viale Vespucci, presso piazza Marvelli ma ha perso il bottino scappando sul lungomare fino a finire in manette. Ieri si è svolta l’udienza per la convalida dell’arresto.

L’uomo difeso (difeso dall’avvocato Piergiorgio Campolongo) ha raccontato i motivi della tentata rapina. Alla base di tutto, racconta il 49enne, ci sarebbe una storia di disperazione. L’azienda per la quale lavorava a Cantù ha chiuso e si è trovato all’improvviso senza lavoro. “Chiedo perdono a tutti, soprattutto alla cassiera che si è spaventata a morte, nonostante il mio tentativo di rassicurarla. Non le avrei mai fatto del male. Non sono un delinquente, ma un disperato”.

L’uomo ha cercato lavoro in riviera ma tutte le porte si sono chiuse. L’operaio sospetta che la sua malattia alle mani ( ha un forma aggressiva di vitiligine) possa essere motivo di pregiudizi sbagliati e causa di tanti no ricevuti alla sua domanda di richiesta di lavoro

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