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Ravaioli:”disgustato dal commento di Barnabè del Carlino”

Non volevo più intervenire sulle vicende del Teatro Galli , come fatto nell’ articolo  su Chiamami Città, ma un commento di Andrea Barnabè sul Resto del Carlino in risposta a una lettera di Maurizio Melucci mi ha lasciato molto perplesso e vorrei dire disgustato. La frase recita: ” Se non ricordo male, il sindaco Ravaioli ha governato 12 anni lasciando il Teatro Galli com’era e dov’era , ovvero un monumento alla negligenza della classe politica”.

Pensavo che ogni giornalista avesse il dovere della conoscenza della storia della città e che Bernabè sapesse che il Teatro Galli era partito come Progetto Natalini , 1999 Progetto esecutivo , ovvero un Teatro Wagneriano. Ha ragione Barnabè, Ravaioli, ha lasciato  “il Teatro come era e dov’ era” avendo riformulato la progettazione in chiave “Teatro all’Italiana” dopo la consegna del Progetto Cervellati al Sindaco, da parte dei Dirigenti e tecnici del Comune di Rimini . Nello specifico Teatro all’italiana o Polettiano aderente alle attuali norme di legge e di sicurezza nonché’ di funzionalità dopo aver trovato i soldi Ministeriali per la progettazione (quella di Cervellati – Garzillo) , aver fatto i percorsi con le Sopraintendenze di Bologna e Ravenna e con il Ministero per la Cultura, con le dovute molteplici approvazioni in corso d’opera e finali , e dopo avere convinto e coinvolto la città in questo percorso e soprattutto coinvolto e convinto il Consiglio Comunale di Rimini che ha votato convintamente più di una delibera sul Teatro, e in ultimo dopo avere convinto i precedenti progettisti a rinunciare alla Direzione lavori in maniera consenziente. Evidentemente sono stati per Barnabè elementi procedurali di scarso rilievo.

Con tutti i rischi che Barnabè dovrebbe conoscere di Corte dei Conti e possibili inciampi su cui tralascio, in una procedura cosi’ complessa. Sulla negligenza della classe politica anche precedente alla mia, mi sorgono pure perplessità circa le affermazioni di Bernabà . Il Sindaco Chicchi del Teatro se ne era occupato abbondantemente tanto e vero che aveva lasciato un Progetto esecutivo, anche se ho ricordato essere il Progetto Natalini a impostazione wagneriana.

Non posso non aggiungere che alla Progettazione esecutiva del Teatro Galli all’Italiana , com’era e dov’era , il Sindaco Ravaioli ha allegato 35 milioni di euro più 5 per il Foyer , soldi veri non scritti solo con un tratto di penna, per cui prima di andarsene (dalla carica di Sindaco) è stato possibile bandire il Bando di gara comprensivo del difficile capitolato per le imprese. E con il Bando di Gara Europeo la ricostruzione era cammino senza ritorno. Il resto è storia conosciuta.

Non ho visto durante questo difficile percorso, come diceva Barnabè di 12 anni, altri politici riminesi intervenire , se non gli Assessori della Giunta Ravaioli, assessore Pivato su tutti e il Consiglio Comunale come dicevo ; in particolare silenti sono stati Consiglieri Regionali, Assessori Provinciali , Segretari di partito . Tutti scettici questi ultimi, tutti nascosti nel ‘macchione’.

Se un merito alcuni politici devono e possono averlo , oltre alla Giunta e alla Maggioranza di Centro-Sinistra del Consiglio Comunale, vorrei ricordare in particolare il consigliere di minoranza Gioenzo Renzi. Poi , come ho scritto nell’articolo il sindaco Gnassi è stato bravo e capace a portare avanti l’opera e a superare i numerosi inciampi che in un opera cosi’ complessa e delicata , del valore di 40 milioni di euro , possono insorgere.

Ma caro Barnabè puoi starne certo, se non ci fosse stata la Giunta Ravaioli e il Sindaco Ravaioli , oggi la città di Rimini e i suoi cittadini non potrebbero fregiarsi e godere per un Teatro rinnovato e di ‘grande bellezza’ , nella tradizione dei Teatri italiani.
Voglio completare questa mia riflessione con un ragionamento politico, che non è rivolto a Barnabè.

Se la classe politica che segue a un’altra non sapesse riconoscere i meriti della precedente, e gettasse fango e oblio sulla precedente per magnificare se stessa , non farebbe azione di saggezza , ma sicuramente porterebbe danno alla città.

Le città crescono se vi è continuità amministrativa , in particolare sulla progettazione strategica della città. E ricordo che a Rimini governa fin dal 1995 il Centro-Sinistra , a mio parere in modo positivo con i Sindaci Chicchi, Ravaioli e Gnassi.

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