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Regione: 13 milioni di euro per lo sviluppo dell’Alta Valmarecchia

Una filiera locale dei grani antichi, un Geoparco per valorizzare il patrimonio sotterraneo della zona; una ciclovia in grado di collegare mare e Appennino. E ancora: nuovi servizi per la cittadinanza, dalla telemedicina, alle case della salute; dalla banda ultralarga, alla scuola.

Si chiama Paesaggi da vivere ed è l’accordo di programma per l’Alta Val Marecchia che interessa i Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello, Santarcangelo di Romagna, Verucchio e Poggio Torriana, in provincia di Rimini. A disposizione risorse per oltre 13 milioni di euro per 38 interventi  e un nuovo modello di sviluppo, in grado di valorizzare i tradizionali punti di forza di questo territorio per trasformarli in concrete opportunità di crescita.

Firmato nei giorni scorsi dalla Regione, dal Comune di Maiolo in qualità di capofila, dai Ministeri dell’Istruzione, della Salute, delle Politiche agricole e delle Infrastrutture e trasporti, oltre che dalle Agenzie nazionali per la coesione territoriale e per le Politiche attive per il lavoro, l’accordo di programma rappresenta l’ultima – in ordine di tempo – delle quattro intese che in Emilia-Romagna sono indirizzate a contrastare l’abbandono e il calo demografico che caratterizza tipicamente i territori più lontani dai grandi flussi di comunicazione e dai centri urbani: oltre a quella dell’Alta Valmarecchia,  dunque quelle dell’Appennino Emiliano, del Basso Ferrarese, dell’Appennino Piacentino-Parmense.

La sottoscrizione anche di questo ultimo accordo di programma quadro consente la piena attuazione di tutte le strategie delle aree interne pilota emiliano-romagnole. Ora sta ai territori realizzare i traguardi che si sono impegnati a raggiungere – spiega  Barbara Lori, assessora alla Montagna, aree interne, programmazione territoriale dell’Emilia-Romagna –. La Regione conferma il proprio sostegno e l’impegno ad affiancarli anche in questa fase. La sperimentazione in atto nelle quattro aree traccia una strada che aiuta a impostare la programmazione dei fondi europei del ciclo 2021-27, dedicati anche a finanziare strategie territoriali integrate nelle aree interne. Si aprirà quindi una nuova stagione di programmazione e di opportunità, che non deve trovarci impreparati e che consentirà alle comunità locali di definire la propria strategia per uscire dalla marginalità”.

Il programma indirizza verso obiettivi condivisi risorse nazionali, regionali e locali attraverso i fondi europei. In particolare su oltre 13 milioni di euro circa 8,6 sono stati programmati dalla Regione sulla base di fondi Ue (Psr, Por Fesr e Por Fse), 3.760.000 sono stati stanziati dallo Stato (Legge di stabilità) e 747.400 da cofinanziamenti locali.

Dei 10 comuni interessati, 7 (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria, Talamello) sono in area progetto e dunque destinatari diretti degli interventi;  3 (Santarcangelo di Romagna, Verucchio e Poggio Torriana) in area strategia e dunque beneficiari indiretti.

 

Il paesaggio al centro

Un territorio di grande fascino stretto tra la collina e il mare, crocevia di storia, tradizioni e cultura. Al centro della strategia di intervento dell’Alta Valmarecchia il tema della qualità del paesaggio. E una sfida: mettere a valore e a sistema le attività caratteristiche dell’area. A partire da quelle maggiormente in sintonia con le eccellenze paesaggistiche della zona: la valorizzazione dei beni culturali, dunque ma anche l’agricoltura e l’ambiente. Tra i punti di forza del programma anche la scelta di trasformare in un elemento di attrattività turistica il ricco patrimonio geologico dell’area con la realizzazione di un Geoparco in grado di mettere in collegamento i numerosi siti di interesse geologico della zona tra cui anche la storica miniera di zolfo di Perticara, un tempo la più importante d’Europa.

Tra gli altri interventi “Oggi ti racconto la Valmarecchia!”, destinato agli studenti per accrescere la conoscenza della vallata e di conseguenza creare le premesse per una qualificazione turistica, con un’attenzione particolare al turismo didattico, escursionistico e cicloturistico. E proprio in tema di mobilità sostenibile, ecco il progetto per il completamento, messa in sicurezza e la cartellonistica della Bike Marecchia, una ciclovia, da Rimini alla montagna, per unire la vallata.

Dall’ambiente all’agricoltura, con un progetto di innovazione della produzione cerealicola, che nell’area ha una lunga tradizione. L’intervento prevede l’avvio di una filiera dei grani antichi a chilometro zero. E poi il fronte dei servizi alla popolazione. In campo sanitario, potenziando la presenza di infermieri di comunità, la telemedicina, la riqualificazione della case della salute e i servizi per la popolazione anziana. In campo scolastico, la realizzazione di laboratori e attività per rafforzare le competenze in campo scientifico e tecnologico da un lato, musicale dall’altro. Senza dimenticare il trasporto pubblico locale e l’infrastrutturazione con la banda ultralarga.

Infine gli interventi di efficientamento energetico di strutture pubbliche tra cui case di riposo, scuole, musei avviando un percorso di sostenibilità energetica, per la riduzione del ricorso a energie fossili.

 

Le aree interne dell’Emilia Romagna

Le Aree interne dell’Emilia-Romagna coinvolgono 71 comuni di cui 35 in area di progetto; prevedono 4 strategie di sviluppo locale e 133 interventi programmati per quasi 70 milioni di euro: 27 milioni dal Programma di sviluppo rurale, 15 dalla Legge di stabilità nazionale, 11 dal Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 3 dal Programma operativo del Fondo sociale europeo (Fse), 1,5 dai Piani di azione locale del Programma Leader e 9,5 milioni di euro da risorse locali pubbliche e private.
Ognuna delle 4 strategie si fonda su una idea-guida che definisce le linee di sviluppo di quel particolare territorio. La Montagna del latte è quella dell’Appennino Emiliano, per innovare e accrescere il valore aggiunto della filiera del Parmigiano, promuovere il turismo e gli itinerari culturali del territorio, investire sull’istruzione e formazione. Fare ponti è il titolo della strategia nel Basso ferrarese, per creare collegamenti materiali e immateriali a supporto dello sviluppo e per riattivare i legami di comunità. Nell’Appennino piacentino-parmense la strategia è Appennino Smart, per una maggiore condivisione delle risorse e maggiore cooperazione in tutte le più rilevanti sfere della vita collettiva: la gestione dell’ambiente, i servizi, le attività economiche. Paesaggi da Vivere è la strategia dell’Alta Valmarecchia, per coniugare bellezza e qualità ecologica del paesaggio come driver di cambiamento e crescita economica della vallata. 

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