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Regione, Coronavirus: la ripartenza del trasporto pubblico locale sarà graduale

Il trasporto pubblico ripartirà in maniera graduale in base alle attività economiche che via via riapriranno. Lo ha annunciato l’assessore ai trasporti Andrea Corsini che questa mattina ha illustrato alla commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro, le misure adottate e le richieste avanzate al governo per tutelare le aziende di trasporto pubblico locale e per garantire la sicurezza dei passeggeri una volta che autobus e treni ripartiranno a pieno regime. Non solo: Corsini ha spiegato che, assieme alle altre Regioni, verrà chiesto all’esecutivo l’attivazione di un fondo straordinario, di circa 600 milioni, per evitare che le aziende di trasporto pubblico vadano in sofferenza. “Questa deve essere una priorità – ha rimarcato – perché non è pensabile che Regioni, aziende di trasporto ed enti locali debbano far fronte a squilibri finanziari di questa portata. Serve, quindi, l’intervento dello Stato”.

L’assessore ha poi ricordato che il crollo dell’utenza ha generato per le aziende un crollo delle entrate e quindi la Regione ha “trasferito quasi tutte le risorse del contratto di servizio in modo da mettere in sicurezza i bilanci delle aziende”. E per la ripartenza ha spiegato: “Il trasporto pubblico deve essere riprogrammato con anticipo rispetto alla riapertura di filiere o scuole. Vanno garantiti la sicurezza sanitaria, le igienizzazioni dei mezzi e il rispetto delle distanze sociali per evitare l’impennata di utilizzo dei mezzi di trasporto privati. Trenitalia-Tper sta mettendo a punto un protocollo”.

Sul tema del crollo delle entrate è intervenuto Simone Pelloni (Lega) che ha chiesto di fare chiarezza sull’affidamento ai gestori. E per quanto riguarda il trasporto scolastico, il consigliere ha domandato se siano in programma stanziamenti per aiutare i Comuni a far fronte alle spese dopo l’azzeramento del contributo scolastico per le famiglie. Considerazione esposta anche da Marco Fabbri (Pd) che ha invitato a prevedere fondi per gli enti locali. Marco Lisei (Fdi) ha invece posto l’accento sulle garanzie per i lavoratori del Trasporto pubblico locale non solo in termini contrattuali ma anche per quanto riguarda il loro livello di sicurezza.

La questione ambientale è entrata in molti interventi dei consiglieri. Silvia Piccinini (M5s) ha parlato del “concreto rischio di un aumento del trasporto privato”, auspicando incentivi per favorire la micromobilità, per l’acquisto di bici elettriche o monopattini elettrici. “La realtà – ha esordito Valentina Castaldini (Fi) – ci sta dicendo cosa succederà: dal 4 maggio le persone prenderanno la propria macchina per andare al lavoro. Dobbiamo immaginare paradigmi diversi, perché la mobilità non sarà più quella che abbiamo conosciuto“. Per Andrea Costa (Pd) questa situazione può anche rappresentare “un’occasione per immaginare una nuova storia per il Tpl: una mobilità sostenibile, efficace ed efficiente“.

Igor Taruffi (ERCoraggiosa), ricordando la proposta avanzata in campagna elettorale di rendere gratuito il trasporto pubblico locale per i più giovani, ha auspicato “che il mondo di domani non sia un passo indietro in termini ambientali rispetto al passato“. Per Michele Facci (Lega), invece, “oggi la priorità è quella sanitaria. Il Tpl – ha sottolineato – sopravviverà solo se verrà garantita la sicurezza sanitaria. Molti problemi citati verranno risolti solo se all’utenza verrà garantita la sicurezza”. Facci ha poi chiesto di ripensare anche le nuove opere in cantiere come il tram a Bologna. E poi ha posto l’accento sulla necessità di completare l’agenda digitale “non più entro il 2021 ma entro quest’anno”. Posizione diversa quella di Silvia Zamboni (Europa verde) che ha ricordato come la salute non sia slegata dalla questione ambientale, che le polveri sottili sono responsabili di migliaia di decessi e che il tram, mezzo di trasporto elettrico, sia necessario per Bologna.

Infine, Giancarlo Tagliaferri (Fdi) si è concentrato sulla situazione piacentina illustrando il problema della mancanza di direttive sull’obbligatorietà di mascherine e guanti sui mezzi pubblici che espone a rischi gli autisti.

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