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Regione: festa per i 30 anni delle Guardie Ecologiche Volontarie

Un po’ paladini dell’ecologia e un po’ custodi della natura. Hanno compiti di vigilanza e controllo in numerosi ambiti della tutela ambientale e prestano la loro attività gratuitamente, per puro spirito di servizio nei confronti della comunità e animati da autentica passione civile e rispetto per la natura.

 

Sono le guardie ecologiche volontarie (Gev), una figura inserita organicamente nel sistema pubblico di sorveglianza e salvaguardia ambientale dell’Emilia-Romagna grazie ad una legge regionale – la n.23 del 1989 – che fu una delle prime in Italia ad aprire la strada al volontariato ecologico.

Tra loro – operatori specializzati con tanto di tesserino rilasciato dopo aver frequentato un apposito corso di formazione organizzato dalla Regione e aver superato l’esame finale – c’è lo studente che ambisce a procurarsi una qualifica spendibile in un futuro prossimo sul mercato del lavoro, il pensionato che vuole continuare ad impegnarsi a favore della conservazione e valorizzazione dell’ambiente, il lavoratore che ha scelto di impegnarsi nel volontariato ecologico nel proprio tempo libero. Tutti accomunati da un profondo rispetto per la natura e per la comunità.

Un bilancio positivo  

Il bilancio dell’esperienza e dei positivi risultati conseguiti a trent’anni dalla nascita del servizio di vigilanza ecologico volontario in Emilia-Romagna è stato fatto oggi in un convegno che si è svolto in Regione, con la partecipazione del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dell’assessore regionale alle Politiche ambientali, Paola Gazzolo.

Una sorta di “stati generali” del volontariato ecologico che è servito anche come momento di riflessione comune per individuare gli obiettivi del futuro. Presenti, tra gli altri, Pierangelo Baratta, comandante dei Carabinieri forestali Emilia-Romagna.

Siamo qui oggi – affermano Bonaccini e Gazzolo – per testimoniare la nostra riconoscenza e il nostro affetto per il prezioso contributo che offrite quotidianamente con grande dedizione alla causa della tutela dell’ambiente, una priorità dell’azione regionale. Siete un esempio per tutti noi, un anello fondamentale di quella catena della solidarietà che da sempre è uno dei tratti distintivi dei cittadini della nostra regione”.

Dobbiamo ribadire ancora una volta – proseguono Bonaccini e Gazzolo – la fondamentale importanza del vostro ruolo nel quadro delle politiche regionali per la difesa e la valorizzazione del patrimonio naturale, oltre che per la promozione dell’informazione ed educazione ambientale. Un ruolo che va ulteriormente qualificato e potenziato; per questo con l’ultima legge di bilancio abbiamo deciso di aumentare di circa il 70% la dotazione finanziaria a disposizione di Arpae per le funzioni di vigilanza ecologica, portandola a 178 mila euro all’anno per il triennio 2019-2021, cifra alla quale vanno sommati 100 mila euro all’anno, sempre nel triennio considerato, per gli investimenti connessi alla dotazione di attrezzature per all’attività di vigilanza ecologica e altri 100 mila l’anno per le attività di protezione civile”.

 

I numeri delle Gev 

Ad oggi sono circa 1.300 le guardie ecologiche volontarie attive sul territorio regionale, organizzate in 16 raggruppamenti territoriali: due a testa presenti in provincia di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, mentre a Ferrara, Ravenna, Faenza, Forlì, Cesena e Rimini è presente un solo raggruppamento. Il nucleo più consistente di questi “guardiani” della natura opera in provincia di Bologna (314), seguita da Modena (264), Reggio Emilia (220), Parma (152), Piacenza (85), Rimini (68), Forlì-Cesena (67), Ravenna (66) e Ferrara (52). Questo il quadro della situazione a fine 2018.

Le guardie ecologiche volontarie sono nominate dalla Regione di concerto con le Prefetture e oltre a svolgere compiti di vigilanza, educazione ambientale e protezione civile nel caso di eventi calamitosi, all’occorrenza possono assumere la qualifica di pubblici ufficiali e in questa loro veste hanno il potere di accertare, contestare e sanzionare abusi ed illeciti di vario tipo in campi che spaziano  dallo smaltimento dei rifiuti agli scarichi fognari, dalla raccolta di prodotti del sottobosco allo spandimento agronomico dei liquami, per finire con il rispetto delle norme per la tutela delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000, oltre che per l’esercizio della caccia e della pesca. Importante anche l’opera di informazione ed educazione ambientale, soprattutto nelle scuole.

Questi compiti sono svolti in collaborazione con Arpae (Agenzia regionale prevenzione ambiente energia) Emilia-Romagna, sulla base di apposite convenzioni con gli enti e gli organismi che hanno competenze in campo ambientale e di apposite direttive regionali. Oltre a questo, la Regione ha un ruolo di programmazione e indirizzo su tutta la materia e finanzia anche l’attività delle guardie volontarie.

Nel 2018 le circa 1.300 Gev che operano in Emilia-Romagna hanno effettuato nel complesso oltre 205 mila ore di attività di vigilanza, con più di 3.150 segnalazioni di abusi e/o illeciti alle autorità competenti e oltre 4.700 verbali di contravvenzione. Il compito di gran lunga più impegnativo è quello dei controlli sui rifiuti (1.880 segnalazioni, 3.258 verbali), seguito dal rispetto dei regolamenti comunali (629 segnalazioni, 1.074 verbali), dalla vigilanza sulla attività venatoria ed ittica (262 segnalazioni; 187 verbali) e sull’applicazione delle norme per la tutela delle aree protette e dei siti della Rete Natura 2000. Numeri in costante crescita che testimoniano l’importanza del lavoro svolto.

 

In coda al convegno l’assessore Gazzolo ha consegnato degli attestati di benemerenza ai presidenti dei raggruppamenti provinciali delle guardie ecologiche volontarie quale riconoscimento per la preziosa opera da loro svolta in trent’anni di attività.

 

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