Home > Ultima ora politica > Regione, Nadia Rossi rilancia: “Creare il Patto per il lavoro della Romagna”

Regione, Nadia Rossi rilancia: “Creare il Patto per il lavoro della Romagna”

“Il filo rosso per coinvolgere tutti i portatori di interesse è creare il Patto per il lavoro della Romagna”. La consigliera regionale Nadia Rossi plaude il progetto Città Romagna presentato ieri da sette importanti realtà del territorio (Federalberghi Rimini, Cisl Romagna, Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Confcooperative Ravenna e Rimini, Confindustria Forlì-Cesena, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna) e rilancia: “Sulla scia di quanto fatto in Regione, credo si possa lavorare ad un patto per la crescita e lo sviluppo del territorio della Romagna, attraverso la condivisione da parte dei Comuni di linee guida che possano superare fratture e campanili”.

“Sul fronte dei servizi al cittadino, la Romagna ha già abbracciato da tempo la logica di area vasta, vedi l’azienda sanitaria o i servizi integrati come quelli legati ai trasporti – sottolinea Rossi – Ora è tempo di consolidare le dinamiche di rete, coinvolgendo anche gli enti territoriali di più piccole dimensioni, che devono essere coinvolti nel percorso di integrazione. Ben venga quindi ogni iniziativa che va in questa direzione, dal progetto Città Romagna al Piano strategico per la Romagna che richiede una programmazione di ampio respiro e a lungo termine. Un percorso nel quale credo sia indispensabile dare peso alle province, in modo che possano sostenere e coinvolgere adeguatamente le realtà territoriali più piccole. Una sorta di Provincia Romagna”.

“Poi c’è chi, come il sindaco di Forlì Zattini, in piena coerenza con lo stile del suo leader, preferisce parlare di ‘nemici’ e alzare il livello di ostilità anziché raccogliere gli stimoli che arrivano dal territorio – chiude Rossi – Proseguire con il modello disfattista alla Salvini non paga. Anziché litigare sarebbe più utile trovare soluzioni condivise e concrete per promuovere lo sviluppo dei nostri territori, valorizzando le istituzioni ma coinvolgendo anche le forze sociali ed economiche”.

Scroll Up