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Riccione, bandi mille euro: presentate 92 domande

Nella prima ora, sono state 22 le domande presentate per l’assegnazione di contributo a fondo perduto a sostegno delle attività economiche e professionali maggiormente colpite dallo stato di emergenza sanitaria causata da Covid19. In totale alle 9.25 di questa mattina ero arrivate a 52 domande. Nella prima ora sono state invece 21 le domande per il bando per l’assegnazione di contributi economici in favore di persone disoccupate a causa dell’emergenza. In totale 70 alle ore 11.30.

Persone fisiche e attività economiche hanno tempo fino al 3 maggio per presentare la domanda consultando il sito del Comune all’indirizzo www.comune.riccione.rn.it/Contributi-Covid-19 e seguire le istruzioni on line. 

La risposta ai due bandi è stata fin da subito molto interessante e quindi significa che era questo il momento giusto per predisporre l’erogazione di bonus una tantum per cittadini disoccupati, piccole partite Iva, professionisti e artigiani che dopo un prolungato fermo di attività si trovano davvero in difficoltà – ha detto l’assessore al Bilancio, Luigi Santi -. Questi sono mesi di passaggio per l’economia della nostra comunità, perché se da una parte stanno venendo meno le risorse derivanti dal lavoro estivo, dall’altra la nuova stagione non è ancora iniziata e quindi le persone non possono già contare su nuovi introiti. Se il ritmo delle domande sarà questo e se saranno numerosi quindi gli aventi diritto, l’amministrazione può pensare già dalla prossima settimana di incrementare le risorse. E’ evidente che abbiamo fatto bene a procedere con i due bandi, perché abbiamo toccato un nervo scoperto raggiungendo quelle tante persone che hanno una situazione particolarmente preoccupante in questo momento storico e non certamente a novembre e dicembre scorso. Negli studi fatti abbiamo correttamente individuato le persone che hanno bisogno e quelle siamo sempre pronti ad aiutare. Avremmo voluto delle associazioni di categoria che lavorassero al nostro fianco invece di lamentarsi. Avremmo voluto che le associazioni di categoria partecipassero attivamente per aiutare gli associati a preparare i documenti per il bando.

Documenti inoltre che in questo anno, i lavoratori sono stati abituati ad avere a disposizione visto che ad esempio l’Isee aggiornato è stato chiesto per gli aiuti statali o per il buono spesa. E’ ovvio che ci sono delle categorie, come quella degli albergatori che non possono rientrare nel bando, vuoi perché c’è il tetto del 200 mila euro di fatturato, vuoi perché sono attività mai sospese. Un aiuto però a divulgare il bando per le persone disoccupate, in attesa che il comparto turistico si avvii alla stagione, sarebbe stato apprezzabile. Il dialogo con le associazioni di categoria, tutte le associazioni, da parte dell’amministrazione comunale è e rimarrà sempre aperto. Così come abbiamo confermato l’appuntamento venerdì chiesto in via urgente da Federalberghi Riccione, Confcommercio – Confesercenti – Cna – Confartigianato – Cooperativa Bagnini per parlare dei ristori della zona rossa, della riduzione della Tari per il 2021 e per l’aggiornamento sulla Cosap. Non solo l’abbiamo confermato, ma l’incontro lo abbiamo anche allargato ad altre categorie, come Confindustria Romagna (settore alberghiero), coop Bar di Spiaggia, l’associazione dei Taxi, Palas Riccione, Club Nautico, Riccione Terme e Oltremare. Dispiace apprendere il disappunto delle categorie richiedenti l’incontro circa questo allargamento di interlocutori, ma crediamo che la condivisione su temi importanti – come quello dello sconto Tari – deve essere ampia. Anzi proprio lo sconto Tari credo sia il punto critico per le categorie.

Come è noto la Tari è una spesa pesante sui bilanci delle attività che raggiunge anche diverse decina di migliaia di euro l’anno per strutture di metratura importante, non certo paragonabile ad un bonus da mille euro per le piccole partite Iva. Più volte il Comune si è detto al fianco degli imprenditori nel chiedere ad Hera uno sconto che sarebbe un gesto tangibile per andare incontro alle esigenze dell’economia del Paese. In questo senso il sindaco Tosi ha anche lanciato un appello al governatore Bonaccini per creare le condizioni tali per cui l’azienda partecipata pubblica, ascoltasse le richieste della classe imprenditoriale. Su questo punto, mi sento di rassicurare le associazioni, l’amministrazione sarà presente nel rinnovare tale richiesta ad Hera e alla Regione tenendo presente che sulla fattura Tari, il Comune non applica nessuna aggiunta a favore dell’amministrazione e non incassa un euro. Ad esempio nel 2020, sono stati girati ad Hera 12 milioni, più 600 mila euro per l’addizionale provinciale. Il Comune ripeto non ha incassato nulla”.

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