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Riccione. Barista truffato con la “complicità” di un taxi

Il Titolare del Bar Binario Zero di fronte alla stazione di Riccione ci ha inviato il racconto di ciò che gli è successo la scorsa notte (13-14 giugno) mentre stava chiudendo la sua attività.

“Nella nottata odierna mentre mi apprestavo a terminare le pulizie per chiudere la mia attività si presentano alla porta 4 persone straniere 2 uomini una donna e un bambino; mi chiedono gentilmente in un ottimo italiano di poter avere qualcosa da bere anche se stavo per chiudere dato che erano lì in attesa che arrivassero dei taxi al capolinea situato proprio davanti al mio bar.

Anche se stanco dalla giornata di lavoro decido di accontentare la richiesta degli avventori che si siedono all’esterno nella piazzetta di pertinenza della mia attività.

Arriva un primo taxi e vanno via la donna e il bambino, a questo punto chiedo di incassare il conto e noto che i due uomini cercano di perdere tempo parlottando tra loro, decido quindi di attendere lì fuori insospettito dal loro atteggiamento quando ad un tratto arriva un secondo taxi e subito i due si incamminano a passo svelto verso l’autovettura nonostante le mie rimostranze visto che non avevano saldato.

Faccio subito presente la situazione al tassista, chiedendogli di non partire, e mentre i 2 uomini aprivano la portiera per salire in auto cerco di contattare immediatamente i Carabinieri con il mio cellulare.
A questo punto uno dei due tira fuori una banconota da 20 euro la mette in mano al tassista e lo invita ad andare.

Il tassista con mio enorme sgomento è partito subito ed è stata questa la scena più desolante di tutto l’episodio.

All’arrivo della pattuglia dei Carabinieri racconto il tutto e intanto il taxi rientrato in piazzola riferisce di aver scaricato i 2 presso una rotatoria a circa un km di distanza, purtroppo finché la pattuglia dei Carabinieri ha raggiunto la suddetta rotatoria i 2 uomini avevano già fatto perdere le loro tracce.

Non ci fosse stato l’intervento del tassista avrei soltanto un po’ di amaro in bocca per la truffa subita ma quello a cui ho assistito
è un comportamento che da imprenditore e onesto cittadino mi lascia davvero atterrito ed ho già dato mandato ai miei legali di valutare a fondo l’accaduto.

Al momento, a prescindere dalla liceità o meno di tale comportamento, mi viene soltanto voglia di spostare i miei affari altrove, in posti dove le persone, sia per buon vicinato, che per senso civico non si comportano così.”

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