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Riccione: da Bologna per 40 anni “Stessa spiaggia, stesso mare”

Immagine di un’Italia che ci siamo dimenticati ma che esiste ancora. Famiglie numerose, complete di nonni, figli e nipoti. Trascorrono le loro vacanze in riva al mare. Da 40 anni consecutivi scelgono sempre lo stesso luogo. Succede al Marano nello stabilimento da tre generazioni di proprietà e gestione della famiglia Tamburini. Lo racconta la foto scattata ieri pomeriggio, 10 agosto, al “137”. Protagonista la famiglia di Rosetta Bianchi, ex insegnante elementare bolognese, circondata dai tre figli Laura, Federico e dai 2 nipotini, riceve da Gian Piero e Claudio Tamburini, la targa con cui celebra le sue nozze di rubino con il mare di Riccione.

Mio padre lavorava all’aeroporto militare di Rimini e la mia famiglia ha sempre trascorso le ferie in riviera. Nel 1979 comprammo un piccolo appartamento a Riccione e trascorremmo le prime vacanze sul Marano – spiega Rosetta Bianchi – ci hanno conquistato la semplicità, l’accoglienza e la tranquillità del luogo. Lettini e tende distanziati e l’affettuosa ospitalità dei Tamburini. Sia io che i miei figli e oggi pure i nipoti, attendiamo agosto per tornare in un posto che amiamo”.

E da qualche anno si è anche avviata una nuova tradizione di scambio culturale/gastronomico. Rosetta Bianchi lasciato l’insegnamento ha aperto uno dei templi della pasta fresca delle due torri: “Nonna Cesira” a porta Saragozza. Tortellini di 2 grammi l’uno, ricetta ufficiale della “Confraternita del tortellino”, lo scorso anno ne hanno prodotti e spediti in mezzo mondo 2 tonnellate e mezzo. Quando arriva a Riccione la famiglia Bianchi trova ad aspettarla piada, sardoncini, passatelli e strozzapreti “hand made” dello chef del “137” Lorenzo Scagliusi.

 

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