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A Riccione c’è un Pd che fatica a star fuori dalla stanza dei bottoni (o bottoncini)

Giorni intensi nel nostro paese, inteso come Riccione. La politica è ritornata con forza al centro dei commenti. Le domande che tutti si stanno facendo sono molto semplici. C’è, da parte della sindaca Tosi la ricerca di un confronto nuovo con il Pd ed i suoi esponenti? Si vuole aprire una nuova stagione di dialogo, di superamento degli steccati e di lavorare tutti assieme per il bene comune di Riccione? Prima di rispondere proviamo a raccontare i fatti. Dal nostro punto di vista, ovviamente.

Il primo rilevante fatto politico é stata la nomina a presidente del CdA della New Palariccione srl, la societá che gestisce il palacongressi. Una poltrona che equivale a quella di un assessore comunale. Non a caso il precedente presidente, Stefano Caldari, si è dimesso perché attuale assessore al turismo. Non solo la società che gestisce il Palacongressi é sempre stata al centro del dibattito politico di Riccione. E nell’occhio del ciclone. Prima, nel 2011, vi era la preoccupazione che Rimini, attraverso Convention Bureau, potesse gestire anche i congressi di Riccione. Poi nel 2012, quando il sindaco Massimo Pironi scioglie la società Palariccione e riporta la proprietà della struttura nel patrimonio del Comune acquisendo un valore immobiliare di 31,5 milioni di euro e si accolla per contropartita un debito residuo di 26 milioni di euro, da coprire con mutuo ventennale. A questa operazione la lista civica di Renata Tosi votò contro ( furono gli unici voti contrari di tutto il consiglio comunale).

Comunque da allora la situazione del palacongressi é questa: una società di gestione (New Palariccione) e la proprietá dell’immobile al Comune, che paga le rate del mutuo (quei 26 milioni).

Non é finita. Il Sindaco Tosi ha già deciso (delibera di consiglio comunale) che la New Palariccione srl entro la fine de 2018 andrá venduta, privatizzata. Ebbene, presidente di questa struttura viene nominata Eleonora Bergamaschi, 37 anni, consulente aziendale ed esperta in formazione, con una già forte esperienza nella gestione alberghiera. Ma Eleonora Bergamaschi ha la tessera del Pd (dicono del 2016) ed ha partecipato attivamente anche recentemente alla discussione sul nuovo segretario del Pd di Riccione.

Questa scelta é una svolta politica? A noi, modesti osservatori, pare proprio di no. La scelta è stata fatta senza consultare nessuno del gruppo consigliare del Pd. La scelta é stata fatta senza neanche informare, prima di comunicarlo ai giornali, il capogruppo del Pd. Quindi di svolta politica non c’è nulla. Ma vi è molto altro.

É una scelta che trova sicuramente il consenso dell’Associazione albergatori di Riccione. Eleonora Bergamaschi, per la sua esperienza professionale ha collaborato con AIA di Riccione. Trova il consenso, almeno si dice, di alcuni esponenti di Patto Civico. Fa gioco al sindaco Tosi avere una figura non schierata politicamente con lei quando si affronteranno i nodi veri di questa operazione.

Come il bando per la privatizzazione della societá New Palariccione Srl. Sarà quello il momento vero. Quale bando (ovviamente a norma di legge) e a quali condizioni economiche? I maligni dicono che é già tutto scritto.

Invece noi pensiamo che le pagine siano ancora tutte bianche e non è detto che il copione scritto dallo sceneggiatore sia quello che il regista di questa operazione manderà alla fine in onda. Vedremo.

Poi vi é un secondo fatto. Meno rilevante politicamente parlando, ma più curioso dal punto di vista giornalistico. Ieri il Comune di Riccione ha presentato a Milano le sue iniziative di Natale. In particolare, Radio Deejay Riccioneice. Ebbene, nella spedizione milanese di Tosi & C. troviamo anche Simone Gobbi (nella foto postata su Facebook) esponente del Pd di primo piano, ex assessore della giunta Pironi. Altro segnale politico?

Anche in questo caso, assolutamente no. Simone Gobbi vi ha partecipato in quanto esperto di comunicazione, marketing ed eventi, accettando l’invito che il Sindaco Tosi ha fatto a tutte le forze politiche.

Una prima valutazione politica comunque va fatta. Pare che un’area del Pd faccia fatica stare fuori dalla stanza dei bottoni e quando si presenta l’occasione la coglie. Fosse anche solo per un “bottoncino”.

L’Arciunés

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