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Riccione. Nuovo cemento sulla costa, le “novità” nel Pd e nella Provincia

Il 19 luglio il consiglio comunale di Riccione ha approvato, in via definitiva, la variante al RUE (Regolamento Urbano Edilizio). Il Rue è quello che una volta si chiamava Piano Regolatore. Decide come si può e dove costruire. Da sempre è l’atto che crea più dibattito e polemiche in una città o comunità locale.

Inevitabile che accada anche questa volta con la Variante al Rue di Riccione. Ma con alcune novità uniche.

Ma andiamo con ordine:

  • Le minoranze (Pd, Patto Civico e 5 Stelle) in consiglio Comunale hanno votato contro: il Pd perché la variante prevede la creazione di decine di migliaia di nuovi metri cubi di cemento, la maggior parte dei quali vedranno la luce nella zona mare, più precisamente sulle aree libere e non edificate de lungomare. Patto Civico perché “la variante al RUE approvata dalla maggioranza è uno sfregio a Riccione e al suo territorio”. Posizione contraria anche dai 5 Stelle
  • Poi sono insorte le associazioni ambientaliste:”totale dissenso rispetto alle nuove speculazioni edilizie previste sulla prima linea di costa a Riccione
  • Era intervenuto anche il Consigliere Regionale del Pd Giorgio Pruccoli: ”La variante comporta un rilevante aggravio del carico urbanistico sul territorio di Riccione che va dalla linea ferroviaria al mare. Tutto ciò è in contrasto con la pianificazione paesaggistica regionale e provinciale e con la normativa in materia di valutazione ambientale e territoriale».

Proprio su questo punto iniziano le “novità”, uniche, per quanto di nostra conoscenza nel panorama provinciale dell’urbanistica.

La variante al RUE di Riccione permette di edificare sulle aree libere nella zona costiera prevedendo non solo trasferimenti di superficie ma anche incrementi in metri quadri.

Gli addetti ai lavori ritengono che la possibilità di edificare sulle aree libere della costa sia in contrasto con le norme provinciali.

Ma la Provincia ha dato parere favorevole sulla variante. Chiarisce l’Ente nel parere vincolante: “non vi sono riserve da formulare”.

Questa è una novità importante: non si ricorda nella storia dell’urbanistica provinciale un parere favorevole senza riserve per una variante importante, come quella di Riccione, che interviene in fascia costiera.

Tutti i Comuni rivieraschi hanno dovuto fare i conti con le riserve e le bocciature provinciali. Evidentemente si ritiene che la Variante di Riccione sia totalmente coerente con le norme provinciali che prevedono per le zone costiere: “ a) riduzione della occupazione delle aree; b) valorizzazione delle aree libere residue come elementi strategici per la qualificazione del tessuto edificato esistente e per un globale miglioramento della qualità urbana”.

Probabile che il tutto verrà deciso in altre sedi. Infatti già vengono annunciati ricorsi al Tar prospettando illegittimità rispetto al piani sovraordinati (Ptcp e Piani regionali).

Un’altra “novità” è la presa di posizione netta del Pd di Riccione, del consigliere regionale del Pd Pruccoli ed il silenzio della federazione provinciale del Pd. Un silenzio ancora più rumoroso perché coincide con un’iniziativa pubblica che si occupa di spazi a dimensione di persone nelle città. Nel frattempo, come qualcuno ha commentato, le cementifichiamo.

L’Arciunés

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