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Riccione. Il Cocoricò è fallito

La società Gruppo Cocoricò S.r.l è stata dichiarata fallita. Con due distinti provvedimenti il Tribunale di Rimini ha dichiarato l’inammissibilità  del concordato preventivo con riserva richiesto ad inizio anno ed ha sancito il fallimento della società.

Si chiude una lunga agonia, iniziata nell’agosto del 2015, a causa di una chiusura di 120 giorni decisa dal questore di Rimini Maurizio Improta a seguito della morte di Lamberto Lucaccioni, 16enne di Città di Castello stroncato da un’overdose di ecstasy. Episodio rispetto al quale Cocoricò sottolinea di essere “risultato totalmente estraneo”.

La vicenda ha comunque rappresentato un duro colpo per la discoteca, che ha dovuto fermarsi per quattro mesi, tra l’altro in piena stagione estiva. Il locale fu riaperto nell’inverno del 2015 ma con vincoli e spirito diversi. Da lì sono iniziati tutti i guai con la giustizia e col fisco. Per evitare di vedere messi all’asta i marchi storici del locale ad inizio anno Cocoricò S.r..l ha chiesto il concordato preventivo per ristrutturale il debito e poter continuare l’attività. La società, nel comunicato che spiegava le ragioni della richiesta del concordato si era detta convinta che “l’iniziativa concordataria consentirà alla società titolare del marchio e dell’azienda Cocoricò di affrontare la prossima stagione estiva con la massima serenità, a fronte della definitiva risoluzione delle problematiche conseguenti ai fatti incidentalmente verificatisi negli anni passati.”

A distanza di sei mesi il tribunale ha dichiarato il fallimento.

Le ragioni sono spiegate nel provvedimento di inammissibilità  del concordato da parte del Tribunale del 4 giugno scorso:

  • ha concesso alla società il termine di giorni 60 dalla comunicazione del provvedimento (31/01/2019) per il deposito del piano e di tutta la documentazione prevista dal concordato.;
  • Il Tribunale di Rimini provvedimento del 28.03.2019 ha negato la proroga del termine concesso non ritendo sussistenti attività prodromiche alla presentazione del piano e della proposta e ha fissato l’udienza del 17.05.2019;
  • La società Cocoricò non ha provveduto nel predetto termine a  depositare il piano con la richiesta documentazione di legge;
  • Nell’udienza del 17 maggio 2019 anche il commissario giudiziale, dott. Francesco Bugli, ha confermato il mancato deposito della proposta e del piano e la mancata esecuzione di attività idonee ad una soluzione concordataria della crisi della società;

Successivamente con sentenza dell’11 giugno il Tribunale ha decretato il fallimento della società Cocoricò. Il tribunale ha nominato curatore il commercialista Francesco Bugli.

I creditori hanno tempo 30 giorni di tempo per fare richiesta di essere inclusi tra i creditori. Tra i richiedenti è presente anche Equitalia per tasse non pagate negli anni passati. La Guardia di Finanza ad inizio anno 2019 aveva sequestrato beni per 800 mila euro per omessa dichiarazioni fiscali nel 2015 e 2016. Ora la chiusura definitiva con il falli mento.

Sentenza del Tribunale concordato         Sentenza Tribunale fallimento

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