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RICCIONE DOPO DUE ANNI DI TOSI

“E’ una cosa più grande di noi” . Era l‘8 giugno 2014Renata Tosi disse proprio così, appena eletta Sindaco di Riccione dopo aver vinto il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra Fabio Ubaldi. Una vittoria epocale: un feudo della sinistra dove il Pci con Pierani era arrivato a prendere fino al 70% dei voti, finito al centrodestra.

Sono passati poco più di due anni da quella storica affermazione e si può apprezzare a fondo la sincerità del Sindaco: sembra davvero che governare la città di Riccione sia una cosa più grande di loro.

Basta riepilogare i primi due anni di governo Tosi, iniziati con tanti slogan elettorali che tali sono rimasti; il tutto accompagnato da una difficoltà sempre più crescente nel tenere unita una maggioranza dove i mal di pancia sono all’ordine del giorno.

“Fermeremo il TRC!” (Trasporto Rapido Costiero, meglio conosciuto come Metrò di Costa) era il grido di battaglia della Tosi e dei suoi supporters in campagna elettorale. “Ho dato subito mandato al dirigente dei lavori pubblici per bloccare i lavori e l’abbattimento dei pini sul tracciato del TRC; contesteremo l’accordo di programma in maniera propositiva per fermare al momento i lavori dell’opera al confine con Rimini per poi procedere a una rivisitazione generale del progetto”, dichiarò la Tosi il primo giorno di lavoro in Comune.
Tuttavia, i lavori del Trc stanno proseguendo incessanti, senza però quelle migliorìe che probabilmente era ancora possibile apportare nel 2014, ma alle quali non si è voluto lavorare nel nome del tanto peggio tanto meglio. Ci si è in compenso ostinati a osteggiare i lavori dei cantieri, con il bel risultato che probabilmente pioveranno penali a carico del Comune di Riccione (e quindi ai cittadini) nonché guai legali al primo cittadino.
A proposito di guai legali, da non dimenticare l’indagine a carico del Sindaco per non aver ordinato il divieto di balneazione in occasione di scarichi a mare nel corso della stagione 2015.

“Una delle mie prossime mosse riguarderà Hera e l’inceneritore”. Come tutti ben sanno l’inceneritore è (e sarà) ancora lì, così come Hera svolge il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti come ha sempre fatto. Nessuna novità.

Imposta di soggiorno. In tanti ricorderanno la manifestazione di protesta organizzata dall’associazione albergatori contro l’introduzione dell’imposta da parte dell’ex Giunta guidata da Massimo Pironi. Quegli stessi albergatori che alla luce del sole hanno fatto una scelta di campo schierandosi con la Tosi alle elezioni del 2014 e che oggi nulla hanno da ridire sull’imposta che ormai è diventata parte essenziale del bilancio comunale.

La zona del Marano deve diventare “territorio dello sport e del benessere”. Un’altra promessa che è rimasta tale; non vi è traccia di nulla di rilevante e anzi, se in una qualsiasi sera d’estate si fa un giro in quello che era diventato qualche anno fa l’ombelico del mondo della movida del divertimento, si possono notare solo luci spente senza alcuna attività di rilievo.

Per non parlare del famoso Campus Universitario che sarebbe dovuto sorgere al confine con Rimini; citando una canzone di Mina verrebbe da dire “Parole, parole, parole, soltanto parole…”.

Trasferendosi agli antipodi della città, in zona Abissinia, nessuno dimentica l’annuncio fatto in pompa magna di un fantomatico gruppo di investitori pronto ad intervenire sul complesso termale per rilevarlo e qualificarlo secondo gli standard del turismo di oggi.
Le terme di Riccione sono però sempre al loro posto, ogni anno purtroppo più vecchie e senza l’ombra di un qualcuno che voglia investire in quell’area.

Oltre agli annunci senza seguito, l’amministrazione di centrodestra si è ben guardata dal metter mano ai servizi che a Riccione sono sempre stati un fiore all’occhiello: dall’educazione al sociale. Dove le cose funzionano non si toccano, com’è giusto. Non si dice però che il merito è di chi le ha pazientemente costruite negli anni, il che è meno giusto, ma così si fa in politica. E in politica, viceversa, se qualcosa non va “è colpa di chi c’era prima”.

Il Palazzo dei Congressi, da “mostro nel cuore della città” è diventato “una risorsa e una grande opportunità per Riccione”. Eppure a guardarlo sembra sempre lo stesso.
All’orizzonte non si vedono scelte strategiche per il futuro della città, si naviga a vista tra qualche asfaltatura rifatta, un ‘Christmas Village’ che va sempre di moda perché comunque i lustrini piacciono a tutti e un Green Park in Viale Ceccarini e zone limitrofe che in un colpo solo pare (a detta di chi governa) aver risolto tutti i problemi del turismo.

Se il bilancio delle cose fatte è piuttosto magro, le beghe interne si sono invece succedute in abbondanza:  tensioni sempre più forti nella compagine di maggioranza, dovute essenzialmente alla grossa rivalità tra il Sindaco (e il suo entourage di intoccabili capitanato dal guru Natale Arcuri) e il Vice Sindaco Luciano Tirincanti, il quale di ingerenze del ‘cerchio magico tosiano’ non vuol sentir parlare.
L’esito di questo scontro ha prodotto in primis ingovernabilità, ma soprattutto una spaccatura profonda nei due maggiori partiti (Noi Riccionesi e Forza Italia). Alcuni fuoriusciti hanno dato vita ad un nuovo gruppo consigliare autonomo, mentre si osserva un allontanamento progressivo dall’impegno di attivisti disillusi della Tosi e l’abbandono (con scontate dichiarazioni di circostanza) da parte di un Assessore ed alcuni Dirigenti Comunali nel corso del loro mandato.

A Riccione, sempre nei proclami, doveva poi accadere una “rivoluzione culturale”: niente lottizzazioni, niente nomine partitiche. Sarà, ma guardando alle nomine nelle società partecipate è difficile negare che siano state mirate esclusivamente a ripagare cambiali elettorali. Tanto è vero che a capo di Palariccione e Geat, le due maggiori società partecipate dal Comune, sono stati nominati rispettivamente gli ex Presidenti di Confcommercio e Assocazione Albergatori, due organizzazioni in prima linea al fianco del Sindaco in campagna elettorale.

La tentazione di allargare i ‘tentacoli del potere’, una volta entrati a Palazzo è stata forte ed irresistibile e ha dilagato oltre i confini di Via Vittorio Emanuele II, spingendosi ad esempio fino a quella Polisportiva, sempre accusata nel corso degli anni di essere una longa manus della sinistra. Nel gennaio 2015, al momento del rinnovo delle cariche sociali della più grande organizzazione sportiva (e non) di Riccione, dirigenti ed attivisti di Noi Riccionesi e Forza Italia insieme a decine di iscritti dell’ultima ora facevano la fila per votare il Presidente: così la politica mette entrambi i piedi nel piatto dello sport. Non una parola dal Sindaco Tosi, che negli anni in cui si trovava all’opposizione, in nome della trasparenza e del cambiamento, aveva denunciato quelle che a suo dire  erano le storture di un sistema politico nel quale non c’era mai stata alternanza. Predicava bene ma ora razzola male, l’attuale Sindaco, minando anche la sua stessa credibilità, probabilmente già scalfita dopo soli due anni di governo.
“Il potere logora chi non ce l’ha” diceva un noto politico della prima repubblica. Ma se si cerca il consenso in nome dell’anti-potere e dell’anti-casta e poi ci si comporta nel modo tipico di chi il potere lo vuole controllare eccome, la promessa di essere meglio di chi c’era prima si perde nel vento, insieme alle belle parole scritte sui “santini” elettorali.

L’Arciunes

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