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Riccione: il Museo del territorio diventa “Smart”. Presentato progetto all’IBACN

Realtà aumentata e arricchita con percezioni sensoriali umane, mediante il digitale, in modo da rendere visibile l’invisibile. Nuove tecnologie e connettività senza filo. Il Museo del territorio di Riccione è destinato a diventare un “museo smart” dove, portando ad esempio le strutture museali americane, l’experience diventa parte integrante dell’esposizione. E’ il futuro dei musei quello che si proporne di agganciare il Museo del Territorio di Riccione che ha presentato un piano per i finanziamenti 2020 erogati dalla Regione Emilia Romagna tramite l’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali (IBACN). Il progetto nasce dall’esigenza di aggiornare alcuni contenuti presenti nelle varie sezioni del percorso, per migliorare la fruizione da parte dei visitatori e fornire ulteriori contenuti sui beni esposti. Un implementamento del percorso di visita con l’introduzione della cosiddetta “realtà aumentata” e la creazione di “storytelling”. Per creare l’experience, tipica dei musei statunitensi la base è infatti la tecnologia quindi il progetto prevede la dotazione di 10 beacon (trasmettitori bluetooth a basso consumo) che consentiranno un veloce trasferimento dati, 6 cardboard e uno schermo multimediale. Il progetto è stato denominato “Museo del Territorio una realtà veramente immersiva”, un approccio multimediale per coinvolgere il visitatore.

L’esperienza diretta consente un ricordo più vivido – ha detto l’assessore ai Servizi educativi, Alessandra Battarra –. L’idea di un “museo Smart”, quindi di una certa intelligenza interattiva, si basa proprio su questo: i visitatori entrano nella storia del territorio e la vivono, lasciandosi trasportare da immagini e suoni grazie alle tecniche della realtà aumentata. E’ un modo nuovo, ma in fin dei conti anche antico, di trasmettere una cultura. Perché, da un certo punto di vista, ha lo stesso impatto che aveva il racconto orale della nostra tradizione, laddove nel trasmettere quel sapere incidevano anche il tono della voce e il gesto della mano. La tecnologia in questo senso è quel tratto di unione che guardando avanti ci permetterà di conservare la nostra storia”.

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