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A Riccione la politica è più furba della sanità

A Riccione è vietato stupirsi. Anche la politica a Riccione non è provinciale, banale, scontata. Riccione potrebbe insegnare strategia politica nelle migliori università d’Italia. Ed anche questa volta la curiosità che stiamo per raccontare sembra fatta per stupire. Si parla di sanità, anzi dell’Ospedale Ceccarini, che per noi tutti riccionesi è un fiore all’occhiello, un vanto un prestigio per la comunità.

Ebbene il  Pd, in minoranza nel consiglio comunale, ha presentato un ordine del giorno sui problemi e le preoccupazioni per il futuro dell’ospedale Ceccarini. Per il Pd niente di più facile. Ha tra i suoi consiglieri comunali l’ex primario Marina Gambetti.

Un ordine del giorno che, richiamando alcuni aspetti fondamentali per l’ospedale, cerca di allertare ( e impegnare) il sindaco Renata Tosi nelle sede preposte ha far valere la posizione del Comune di Riccione. Nessuno spirito polemico.

Si direbbe normale amministrazione. Infatti l’ordine del giorno è stato inserito nei punti del consiglio comunale del 23 novembre.

Ma la maggioranza non ci sta. Leggendo l’ordine del giorno del Pd, il centro destra che governa Riccione comprende subito che si tratta di un ordine del giorno che potrebbe celare delle “insidie” politiche.

Hanno pensato, gli strateghi che sostengono il sindaco Renata Tosi (ridateci Arcuri!): “Non possiamo votargli contro” i cittadini non ci capirebbero; non possiamo “far venire meno il numero legale” per evitare di discutere l’ordine del giorno del Pd (la maggioranza garantisce il numero legale); ma soprattutto “non possiamo votare a favore di un ordine del giorno della minoranza”. E qui interviene la genialità degli esponenti della coalizione di centro destra.

“Scopiazzano” i punti principali del Pd e presentano un loro ordine del giorno sullo stesso tema.

“Scopiazzare” è il termine esatto. Fosse stato un compito a scuola,  l’insegnante avrebbe valutato l’ordine del giorno del centro destra come copiato in modo evidente dal compagno di banco .

Ma non solo. Il centro destra impone il compito copiato nell’ordine del giorno del consiglio comunale del 23 novembre (oggi) facendolo inserire come argomento integrativo.

Una procedura, quella dell’ordine del giorno integrativo di un consiglio comunale, che una maggioranza di governo normalmente usa per delibere non rinviabili ed urgenti. Solo che in questo caso non si tratta di una delibera (è un ordine del giorno) e soprattutto non c’è nessuna urgenza, se non quella delle “paturnie” politiche di qualche esponente del centro destra.

Ma non era più semplice, da parte della maggioranza, concordare con i proponenti dell’ordine del giorno sulla sanità un testo condiviso da votare in modo unitario? Bastava poco per ottenere questo risultato.

Ma anche in questo caso il centro destra cerca di stravincere. Propone che il Pd ritiri il suo ordine del giorno e se ne faccia un altro unitario.

E quando mai funziona così la politica? Esiste un testo e da quello si parte. Se poi qualcuno nel centro destra dice che l’aver “scopiazzato” il testo del Pd sia una dimostrazione di buona fede, dimostra in realtà solo di aver preso una posizione del tutto strumentale.

Alla fine, molto probabilmente,  verrà approvato l’ordine del giorno della maggioranza e bocciato quello del Pd. Se così fosse è l’ennesima dimostrazione di poca intelligenza (politica) e tanta arroganza (sempre politica) da parte delle forze politiche che governano Riccione.

Intanto, per chi volesse cimentarsi nel vecchio gioco del “scopri la differenza”, alleghiano l’ordine del giorno del Pd e quello del centro destra:

Il testo del Pd OdG Ospedale 2  e quello del centro destra ODG maggioranza OSPEDALE CECCARINI

L’Arciunès

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