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Riccione. La Tosi e i banchetti della politica

Riccione da sempre cerca di essere la prima della classe in tutto. Ma questa volta il sindaco Renata Tosi ha superato ogni immaginazione.

Tra i tanti “poteri” che gli affida la legge e che ogni giorno pesano sulle sue spalle ha pensato bene di farsi carico anche di un altro problema.

D’ora in poi a Riccione l’autorizzazione per i banchetti politici li valuta il sindaco di persona.

Chi conosce minimamente l’argomento sa benissimo che si sta parlando di attività amministrativa di routine che normalmente viene eseguita dagli uffici competenti. Scomodare il sindaco per autorizzare (o non autorizzare) un banchetto con un gazebo 3 metri per tre metri ed un tavolo (il famoso banchetto) per il materiale promozionale di una forza politica è a dir poco surreale. Normalmente la durata della promozione politica si esaurisce in una mattina o pomeriggio. L’unica avvertenza, che gli uffici hanno sempre valutato, è quella di evitare che i banchetti di più forze politiche siano troppo vicini per ovvie ragioni.

Il sindaco ha motivato questa sua disposizione dicendo che deve conoscere tutti gli eventi che avvengono sul territorio. Una giustificazione al limite dell’assurdo. Non si sta discutendo di eventi ma di banchetti. Ricordiamo che in campagna elettorale sono liberi da qualsiasi richiesta ma serve solo una comunicazione. Solo in caso di contemporanea richiesta della stessa area interviene il Comune per trovare una soluzione condivisa tra le varie forze politiche. Questo è ciò che succede in tutti i comuni italiani, normalmente.

Signor sindaco siamo in una democrazia e lei non è il Podestà.

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