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Riccione, nell’ex fornace Piva nasce Museo del Territorio: 1 milione dalla Regione

Una struttura leggera, in vetro e acciaio, aperta alla città, sostenibile e di alta qualità inserita nell’edificio preesistente. Oggi la cerimonia di posa della prima pietra, entro l’anno l’avvio dei lavori nell’ex fornace Piva per il nuovo “Museo del Territorio: mappe, reperti archeologici, ricostruzioni”, con funzioni espositive, didattiche e attività di laboratorio: l’inizio di una riqualificazione architettonica che cambierà profondamente la città, potenziandone l’offerta culturale.

Presenti la Giunta comunale, l’assessore regionale alla Cultura, Mauro Felicori e il progettista POLITECNICA Building for Humans, Alessandro Uras. Con la benedizione di don Stefano Battarra e il dono all’assessore Felicori di un mattone lavorato finemente in ceramica dall’artista Giorgio Giulianelli raffigurante i loghi della Regione Emilia Romagna e del Comune di Riccione nell’anno del Centenario, è stato suggellato ufficialmente l’avvio dei lavori previsto entro l’anno.

Il progetto, dal costo complessivo di 4 milioni e 200mila euro, è finanziato con un 1 milione di euro dalla Regione e il restante dal Comune di Riccione, a seguito del bando regionale con finanziamenti europei per progetti di riqualificazione dei beni ambientali e culturali del territorio. L’opera è completamente ecosostenibile, prevede il restauro dell’involucro esterno e la realizzazione di un nuovo edificio energeticamente efficiente e a basso impatto ambientale che, grazie a una rete di piste ciclabili sarà collegato a tutta la città.

Questa mattina, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori, del sindaco di Riccione Renata Tosi e della Giunta comunale al completo, si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra.

La nascita del nuovo Museo del Territorio ricavato dall’ex fornace Piva cambierà profondamente la città potenziandone l’offerta culturale. A seguito della partecipazione al bando regionale con finanziamenti europei per progetti di riqualificazione dei beni ambientali e culturali del territorio regionale, Asse 5 Por Fesr 2014-2020, si è conclusa la complessa e articolata fase progettuale, prologo all’immediato cantieramento. Nello specifico si tratta del progetto “ Nella vecchia fornace Piva spazio alla nuova sede del Museo del Territorio: mappe, reperti archeologici, ricostruzioni” finanziato dalla Regione per un 1 milione di euro. L’intero importo, comprese le fasi progettuali, ammonta a 4 milioni 200 mila euro, di cui 3 milioni e 200 mila stanziati dal Comune di Riccione. La progettazione del Museo coordinata dal settore Lavori Pubblici del Comune di Riccione, porta la firma della società di progettazione integrata POLITECNICA Building for Humans di Modena.  Ad eseguire i lavori sarà la società Edile Costruzioni S.R.L. di Rimini individuata dopo apposita indagine di mercato e appalto dei lavori affidato al Consorzio Integra, società Cooperativa di Bologna e alla Cicai, società cooperativa consortile per azioni di Rimini.

Il progetto del nuovo Museo del Territorio “Fin da subito abbiamo immaginato un museo con standard qualitativi elevati, per funzionalità e fruibilità in modo che l’opera fosse completamente ecosostenibile attraverso il restauro dell’involucro esterno e la realizzazione di un nuovo edificio energeticamente efficiente e a basso impatto ambientale. Il progetto interessa la struttura attuale della ex fornace Piva dove verrà creata internamente la nuova sede del museo che, grazie ad una rete di piste ciclabili collegata a tutta la città, sarà raggiungibile da tutti”, afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Lea Ermeti.

Interventi nuovo Museo del Territorio. Il progetto prevede il mantenimento dell’impronta originaria all’interno del quale verrà realizzato un nuovo blocco a due piani. Nel contenitore culturale si assolveranno diverse funzioni: espositive, didattiche e attività di laboratorio. All’interno di una teca di vetro sorretta da una struttura in legno e acciaio, al piano terra, oltre alla hall di ingresso, sono previsti un bar caffetteria, un bookshop, aule e depositi per i reperti, pensati come spazi visitabili e interattivi, i laboratori e un’area forni per esercitazioni didattiche. Prevista inoltre una sala conferenze che consentirà di accogliere oltre 140 persone. Per arrivare al cuore pulsante dell’intervento occorrerà salire al primo piano dove troverà collocazione un’ampia sala per gli allestimenti permanenti in dotazione all’attuale Museo. Sarà uno spazio versatile e adattabile in funzione delle esigenze espositive richieste progettato per agevolare, anche in contemporanea, iniziative differenti con forte risalto alle attività scolastiche e di ricerca. Qui verranno sistemati anche gli uffici amministrativi.

I lavori architettonici. In totale l’area della superficie dei lavori è di 1975 mtq, di cui 1240 mtq al piano terra e 735 mtq al primo piano. L’intervento è incentrato sul rispetto dell’architettura originale dell’ex fabbrica attraverso un attento recupero e restauro delle facciate con lavori conservativi mirati, rispetto dei materiali originari e dei toni cromatici originali. La facciata prospiciente il fiume sarà costituita da lastre di vetro di grandi dimensioni così come i due lati d’ ingresso, mentre totalmente opache saranno la parte che si affaccia alla scuola media “Geo Cenci” ed il tetto. E’ stata inoltre volutamente mantenuta una distanza di rispetto di 2,5 metri tra le mura storiche e la nuova architettura in tutto il suo perimetro per consentire percorsi espositivi all’aperto. Il camino della fornace è stato convertito in un landmark urbano, rivestito di lame metalliche, illuminato e visibile di notte, quale simbolo del museo e punto di riferimento nella città.

Pensata per ospitare anche grandi gruppi di visitatori la hall consentirà di assolvere contemporaneamente a funzioni di controllo e gestione dei flussi con adeguati spazi di attesa. Sul versante della funzionalità e sicurezza l’impianto di illuminazione interna ai singoli locali e alle zone comuni prevede il massimo comfort visivo in rapporto all’attività lavorativa svolta così come l’impiantistica di climatizzazione sarà di ultima generazione a beneficio della qualità dell’aria.

Dal punto di vista dell’accessibilità l’area è servita comodamente dai percorsi pedonali e ciclabili preesistenti lungo il corso del Rio Melo e il Parco degli Olivetani o da Viale Einaudi da cui si accede alla scuola, dove sono presenti parcheggi per le auto e i mezzi di servizio.

“Una prima pietra è di per sé una grande notizia, perché viene subito dopo l’ultimo certificato, significa che sono finite le fasi della progettazione e delle autorizzazioni, apre il cantiere e già si intravvede il nuovo museo che apre le porte ai cittadini. La diffusione della cultura, importante per la qualità della vita di ogni cittadino – ha affermato l’assessore Mauro Felicori ha nei musei, spazi attrezzati, multimediali, aperti a eventi e attività diverse, le proprie roccaforti. Fra i tanti, i musei del territorio sono particolarmente importanti perché ne rispecchiamo la storia, costruiscono identità – una idea complessa di identità – si prestano alla funzione didattica raccontando ai ragazzi i millenni e i secoli con l’evidenza di oggetti e di spazi familiari. Peraltro questo progetto riqualifica un immobile prezioso di archeologia industriale, esso stesso identitario e parte del racconto storico dell’area riccionese. La particolare attenzione verso la ecosostenibilità e il dialogo con la città sia attraverso le pareti trasparenti e inclusive, sia con veri e propri percorsi ciclabili, aggiungono un tocco di moderna eleganza al progetto. Da oggi il sistema museale regionale si prepara ad essere più ricco”.

“Vogliamo il meglio e questo nuovo Museo sarà un fiore all’occhiello non solo per Riccione ma per tutta la Romagna – ha affermato il sindaco di Riccione, Renata Tosi – .Grazie ad un progetto di rigenerazione rispettoso dell’esistente andiamo a realizzare una struttura che finalmente darà risposte concrete alla necessità dell’attuale museo di spazi adeguati, bellezza e armonia. Niente di invasivo perché il nuovo edificio, moderno e trasparente, è stato concepito non per stravolgere bensì per immergersi in un’area della città destinata, dopo la realizzazione del Parco degli Olivetani, a divenire un nuovo punto di aggregazione e riferimento per i riccionesi e per i turisti. Con la posa della prima pietra che suggella l’immediato avvio dei lavori, presentiamo una grande occasione per ritrovarsi e guardare al futuro con ottimismo. Riccione è una località dove turismo, cultura, rispetto per l’ambiente con parchi e aree verdi, mobilità dolce e un grande fermento di eventi richiamano ogni anno migliaia di persone, e il nuovo museo sarà un prezioso arricchimento”.

“Ringrazio la Regione- ha concluso-, rappresentata dall’assessore alla Cultura, Mauro Felicori, presente oggi a Riccione per questo fondamentale traguardo, così come ringrazio tutte le professionalità interne ed esterne all’Amministrazione Comunale che hanno seguito passo dopo passo il corposo processo procedurale dell’opera”.

La posa della prima pietra_ Tosi e Felicori

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