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Riccione. Il Pd chiede la revoca dell’ordinanza anti accattonaggio

Dopo le critiche all’ordinanza anti accattonaggio del sindaco Renata Tosi da parte del parroco di San Martino Don Antonio Moro anche il Pd si schiera contro l’ordinanza.

I fatti.

Nelle settimane scorse l’amministrazione comunale di Riccione ha emesso un’ordinanza in materia di decoro e sicurezza urbana, inerente il divieto di accattonaggio e mendicità durante le festività natalizie. Tra le altre cose è prevista una sanzione di 50 euro per chi viene colto mentre chiede l’elemosina.

Su questo provvedimento Don Antonio aveva scritto una riflessione intitolata “Lontano dagli occhi lontano dal cuore” . Una riflessione che non voleva entrare nel merito politico ma etico morale. Sta di fatto che la critica è netta.

Scriveva il parroco di San Martino:” Noi parroci di Riccione conosciamo molto bene il fenomeno di cui tratta l’ordinanza. Ogni domenica, ed anche nei giorni feriali, si trovano fuori dalle chiese persone che chiedono l’elemosina. A volte chiedono l’elemosina in silenzio senza disturbare la gente, anzi alcune persone si fermano a parlare per conoscerle, è capitato anche che qualcuno si facesse carico di alcuni bisogni che nel dialogo emergevano. Non mancano anche chi disturba con insistenza e a volte impedendo la libera entrata nelle chiese….. Ci sono persone che vivono realmente in uno stato di povertà, per i tanti motivi che conosciamo, e sono costretti a chiedere l’elemosina facendolo in modo silenzioso, senza molestare nessuno, senza recare danno al decoro urbanistico e senza compromettere la sicurezza pubblica o il potenziale turistico di un comune. Non possiamo criminalizzare i poveri e i bisognosi. In questo secondo caso, ogni situazione sarebbe da analizzare attentamente e farsi carico di tante storie concrete di povertà subita e non certo voluta….

Anche il Pd di Riccione critica l’ordinanza.

Il segretario del Pd Cristian Andruccioli ha fatto un comunicato nel quale critica il sindaco di Riccione per avere “scelto la strada della propaganda, quella del facile consenso, sensibile alle sirene dell’intolleranza e della ricerca del nemico a tutti i costi quando invece andrebbero incentivate riflessioni e approfondimenti”.
«Caro Sindaco, non è necessario usare come giustificazione al provvedimento anti-accattonaggio e mendicità molesta da Lei emanato, che Lei è una cattolica praticante. È triste chiamare in causa la propria fede religiosa per lanciare messaggi propagandistici che di fatto tradiscono il messaggio evangelico. È offensivo per quei cittadini che vivono la fede in maniera coerente e per tutte le persone che al di là del credo religioso si impegnano ogni giorno, con silenziosa umiltà, nel costruire una società migliore». Il comunicato del Pd si conclude chiedendo “ la revoca immediata dell’ordinanza e una convocazione urgente della commissione consigliare”.

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