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Riccione, picchiata e segregata dal suo compagno lo fa arrestare in banca

macchina carabinieri

Una storia di violenza di genere e segregazione, di botte inaudite e insulti. Vittima della furia di un 26enne egiziano residente a Bologna ma domiciliato a Coriano e già denunciato per maltrattamenti e una donna di 43 anni originaria di Bologna. Che con due escamotage è riuscita a fare arrestare il suo persecutore per il reato di violenze e maltrattamenti, lo stesso  che il 28 novembre scorso era stato aggredito dal suo ex marito e da due sicari gregari e abbandonato in un sangue in gravissime condizioni a Sant’Andrea in Besanigo.

Ieri pomeriggio – erano circa le ore 15:30 – i Carabinieri sono intervenuti alla banca Bper  di viale Dante a Riccione poiché informati, al numero di emergenza 112, della presenza di un uomo probabilmente armato all’esterno della filiale.

I militari una volta giunti sul posto hanno notato il giovane in compagnia di una donna visibilmente malconcia, con vistose contusioni al setto nasale e agli zigomi.

In pochi istanti la coppia è stata separata ed in quel momento la donna ha lanciato il proprio disperato e silenzioso grido di dolore consegnando ai Carabinieri un bigliettino con cui chiedeva aiuto.

La quarantatreenne ha raccontato ai militari dell’arma che quel pomeriggio, dopo essere stata e rinchiusa in casa dal proprio compagno, era riuscita a convincerlo ad uscire inventando di dover prelevare del contante in banca. Solo a tale condizione l’uomo aveva deciso di concederle un po’ di libertà, pur sempre vigilata dalla sua presenza. Una volta giunti in banca, lei, simulando di avere il cellulare scarico, aveva chiesto ad un dipendente della banca di poter effettuare una chiamata da un telefono fisso.

Altro non era, quest’ultimo, che un espediente per sfuggire allo sguardo del proprio carceriere per lanciare lanciare l’allarme. La donna ha  infatti avvertito i propri familiari che qualcosa non andava e che l’uomo era uscito di casa armato e di qui la segnalazione è arrivata ai Carabinieri.

Nel frattempo è proseguita l’attività di ricerca dei militari che non senza difficoltà, al termine di una lunga perquisizione, sono riusciti a ritrovare –nascosta nella scatola del cambio della macchina –una pistola cal. 6.35 con matricola abrasa. Per la detenzione illegale e la ricettazione dell’arma sono scattate immediatamente le manette per l’uomo che, alla vista della pistola, ha negato ogni addebito mostrandosi incredulo.

Ma non è finita lì.

Gli uomini dell’Arma, straziati dalla vista della donna malconcia, sono riusciti con tatto e sensibilità a scavalcare quel muro di paura che non le consentiva di denunciare i maltrattamenti subiti ed hanno quindi proceduto ad accompagnarla in ospedale per essere medicata. Presso il Pronto Soccorso di Riccione, al termine degli accertamenti specialisticila donna è stata dimessa con trenta giorni di prognosi.

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