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Riccione, Pullè e Majolino: “Le luci della ribalta su Riziero Santi, paladino del TRC”

La vicenda del TRC continua a sollevare polemiche nel territorio di Riccione, come dimostra la nota che mette al centro il presidente della Provincia Riziero Santi firmata da Fabrizio Pullè, capogruppo di NOI Riccionesi, e da Sara Majolino di Lista Civica Renata Tosi.

«Non gli par vero, al nostro Presidente della Provincia Riziero Santi: finalmente, dopo cinquanta anni di politica vissuta sempre nelle retrovie, ricoprendo, da valente burocrate, i più svariati ruoli della galassia comunisto-piddina e della macchina amministrativa, senza avere mai avuto la vera possibilità di poter uscire da “un grigio anonimato”, ecco che, alla offerta dell’ennesimo ruolo di poca rilevanza e di modesta visibilità (come è il ruolo del Presidente della Provincia oggi, dopo il depotenziamento delle Province voluto da Renzi) ha deciso di rompere gli indugi. Basta rigirarsi in quell’anonimato triste e solo, basta girovagare di poltrona in poltrona senza mai trovare la ribalta mediatica», commentano.

«Il nostro buon Riziero, doveva inventarsi qualche cosa per tentare di attirare l’attenzione dei mass-media.
E quale occasione più ghiotta, che “buttarsi” sul TRC a capofitto, ergendosi a “unico paladino” difensore del tubo di cemento? Così, dopo una prima annata da Presidente della Provincia “da anonimo burocrate”, ecco il “coup de theatre”, ecco, il “lampo di genio” ecco trovato “il modo” di potere avere, per la prima volta, le luci della ribalta tutte per sé».

«Quella tanto amata, tanto agognata, tanto desiderata, visibilità, che negli anni addietro non era mai riuscito a fare propria, era lì, ad un passo – aggiungono – . Bastava salirci sopra ed iniziare a cavalcarla.  Ed eccolo, il Presidente Santi, salire senza indugio sul TRC. Solo che il Sig. Santi, da buon piddino, ci ha subito preso gusto alle luci della ribalta, e dopo averne provato l’ebbrezza una prima volta, ora non riesce più a farne a meno.
E allora, via con gli attacchi alla Tosi sempre sul TRC. Non è sufficiente? Ed allora via ad alzare i toni, anche in televisione. Ma l’effetto rischia di durare poco? Allora via ad attaccare la Tosi anche sui soldi del Natale, attaccandoci sempre un “tantino” di TRC , tanto per far credere di restare in tema».

«No, Caro Riziero, così non va. Se ti piacciono tanto le luci della ribalta (il che può essere legittimo, per un politico) specie in campagna elettorale, sarebbe bello non “usare” il Tuo ruolo istituzionale per apparire sui giornali e nelle interviste. Dovresti preoccuparti, più che altro, di quelle due / tre competenze rimaste alle province, come le strade provinciali e le scuole Secondarie. Al lavoro dei Sindaci, ci pensano i Sindaci. E stai pur tranquillo, non serve alcun vittimismo: nessuno ti vuole “gettare nel porto”, non sia mai».

«Lunga vita a Re Riziero, che oggi ha finalmente, dopo anni di anonimato, trovato il proprio pulpito dal quale parlare, e il proprio scettro da brandire (il TRC). Più che altro, per come stai “non governando” la Provincia, ci aspetteremmo delle Tue dimissioni; ma si sa (e lo stiamo verificando anche a livello nazionale), “scollare” dalla poltrona un piddino, è più difficile che “scollare” due dita inavvertitamente attaccatasi con un tubetto di Attack», concludono.

 

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