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Riccione, Raffaelli (Lega): “Geat faida interna al PD, Angelini succube di Rimini si dimetta”

Cambia il nome ma non il partito di appartenenza. Il PD – scrive Elena Raffaelli, capogruppo Lega in Consiglio comunale a Riccione –  non lascia indietro una poltrona. La nomina di Fabio Galli al posto Alberto Arcangeli sembra riguardare esclusivamente la spartizione di posti tra le fazioni piddine in costante guerra tra loro. E Daniela Angelini, vaso di coccio tra vasi di ferro, non tocca palla. Vince una corrente PD mentre perde Riccione”, così continua la nota Elena Raffaelli.

“Sì, perché al di là della capacità dei candidati a ricoprire il ruolo apicale in Geat – scrive ancora Elena Raffaelli – capacità su cui non interveniamo, la nostra città ricade in quelle logiche di spartizione e di dominazione del PD che già tanti danni e altrettanti ritardi ha provocato in passato. Riccione verrà ricacciata in un ruolo di subalternità nei confronti di Rimini che già non nuota in acque alte e serene. Un copione già visto che conferma il trucco perpetrato nei confronti degli elettori riccionesi. Daniela Angelini non è mai stata un candidato sindaco super partes, civico. La sua è stata una candidatura-specchio che celava chi avrebbe tirato davvero le fila dell’amministrazione. E c’è anche da chiedersi con che coraggio oggi le liste civiche si presentino ai loro elettori, dopo aver promesso indipendenza e un nuovo modo di fare politica staccato dalle logiche di spartizione partitica. Oggi, di fronte a manovre di tale sfrontatezza, Angelini dovrebbe dimettersi. Ma per farlo dovrebbe avere la schiena dritta e nessuna sudditanza nei confronti del PD. Riccione – conclude Elena Raffaelli, capogruppo Lega in Consiglio comunale – ricade così nelle vecchie logiche della gestione PD, un partito in evidente disfacimento tra faide rissose, senza idee e progetti ma proprio per questo più agguerrite che mai a occupare i fortini rimasti”.

Alberto Arcangeli

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