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Riccione dopo Renata Tosi? Sarà uguale a quella prima di Renata Tosi

Non scriviamo da qualche mese. Non è per pigrizia ma per mancanza di qualche occasione meritevole di considerazione. Archiviata la tornata europea-amministrativa con la Lega, soddisfatta del risultato elettorale europeo ma decisamente scontenta assieme a tutto il centrodestra del risultato amministrativo dalle nostre parti, da commentare vi era ben poco.

Ora in realtà qualcosa si sta muovendo, anche se non sempre tutto può essere interpretato in modo chiaro.  Poco prima delle elezioni europee, nell’associazione albergatori di Riccione è successo un terremoto. Tutti ne hanno scritto, ma pochi hanno cercato di analizzarne i veri motivi. Solo problemi interni alla categoria? La vendetta dell’ex presidente Bianchini per la mancata riconferma a Geat? Oppure un cambio di strategia rispetto al passato da parte della più importante organizzazione economica della città?

Noi pensiamo che i motivi personali incidano, ma gli albergatori di Riccione hanno dato un segnale chiaro di volere cambiare politica rispetto alla Giunta Tosi.

Scontenti dell’imposta di soggiorno che il sindaco Tosi aveva promesso di togliere. Scontenti delle politiche di riqualificazione urbana e turistica che coinvolgono solo alcuni operatori. Poco coinvolti nella programmazione degli eventi.

Resta evidente che il terremoto in Federalberghi denoti un clima in città tutt’altro che sereno. Il continuo braccio di ferro con gli altri comuni, la totale assenza di programmazione turistica, le strade che rappresentano oramai un’emergenza e i cantieri disseminati a rappresentare il “benvenuto” che la città offre ai turisti: solo alcune delle cose che contraddistinguono Renata Tosi. La quale passa con avventurosa rapidità da una decisione all’altra, senza però “togliere un ragno dal buco”.

In passato tutti i sindaci di Riccione hanno lasciato un segno tangibile nella città. Oggi, dopo 5 anni di governo, in tanti si domandano per quale opera pubblica, evento, memorabile realizzazione, Renata Tosi sarà ricordata dai posteri.

Forse, solo per stare al recente, per aver smontato gli allestimenti rosa del Giro d’Italia (costati un occhio della testa) solo per far dispetto agli organizzatori della Notte Rosa? Ricorda più la classica vendetta del marito che si taglia gli attributi per far dispetto alla moglie. Però lei alza la voce, dice bianco per poi dire nero, deride, lancia accuse irose a chi le capita a tiro: una schizofrenia politica che rappresenta un pericolo per lo sviluppo della città e della costruzione della comunità.

Colpa dei social network sui quali la Tosi trascorre gran parte del suo tempo? Quei media infatti tirano fuori la parte più infantile di noi e ci traghettano in un’era di “ipervisibilità” e di ipertrofia dell’ego, con pesanti conseguenze sociali e psicologiche…  (lo dicono i sociologi).

Vedremo nei prossimi mesi e soprattutto quale sarà il bilancio turistico a fine anno

L’Arciunès

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