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Riccione resta senza il Presepe animato di Veterani

In 13 anni la visita al Presepe animato di Maurizio Veterani era diventata una tradizione per i riccionesi. Ma quest’anno non sarà più possibile vederlo, nella storica sede dell’Arboreto Cicchetti dove era allestito fin dal 2003.

L’allestimento, formato da 600 personaggi mobili, oltre alla Natività, riproduceva un villaggio animato con la rappresentazione di antichi mestieri. I trecento motori, azionavano numerosi movimenti assieme ad effetti luminosi e sonori molto suggestivi, neve artificiale compresa.  Una scenografia lunga 16 metri per circa 45 metri quadrati

Maurizio Veterani, tecnico idraulico, ha impiegato trent’anni a mettere assieme i numerosi personaggi. Con grande passione e dedizione,nel corso dell’anno provvedeva ai vari lavori non solo di manutenzione, ma anche perfezionando ogni volta i vari meccanismi.

Il suggestivo Presepe era divenuto meta di visite anche da parte di scolaresche e gruppi, soprattutto di anziani. “Un valore artistico”, amava definirlo lui.

Tutti racconti al passato: dopo la chiusura dell’Arboreto Cicchetti, anche il Presepe dovrà traslocare, ma a detta dell’ ideatore, ormai non c’è più tempo, perché ci vorrebbero mesi per riorganizzarlo e rimetterlo in movimento.

E quindi per quest’anno niente Presepe animato, né all’Arboreto né altrove.

Anche in Consiglio comunale sono state fatte interrogazioni riguardo le “sorti” dell’Arboreto, che attualmente versa in condizioni di degrado e ormai sommerso di erba alta. Da un anno lo spazio verde è chiuso con i lucchetti, il bando che permetteva alle associazioni di risiedervi è scaduto e di quello nuovo ancora non si sa nulla.  E le opposizioni hanno chiesto conto anche del Presepe.

Il Sindaco Renata Tosi ha risposto dicendo che quello non era il luogo giusto per il Presepe e che il Comune aveva dovuto affrontare spese, come quelle della bolletta elettrica.

Se non che, come è stato detto nelle repliche dell’opposizione, l’energia elettrica che muove i personaggi di veterani fino al 2014 è stata pagata dalla Famija Arciunesa e lo scorso anno dallo stesso artigiano.

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