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Riccione, Sabrina Vescovi, PD: “La Tosi favorisce la speculazione”

La presa di posizione di Sabrina Vescovi, del Partito Democratico, sull’urbanistica “contrattata”:

1.516 mq di appartamenti saranno realizzati nell’area dell’ex Bombo in viale Ceccarini con un premio di cubatura del 20% riconosciuto il giorno precedente l’asta giudiziaria per l’acquisto del bene in seguito a fallimento dei precedenti proprietari. La storia era già controversa e nebulosa.

Ma non è finita qui: al progetto di demolizione e ricostruzione del Bombo viene concesso anche un cambio di destinazione d’uso in deroga per la trasformazione in appartamenti del piano terra. Cosa tassativamente negata dal Regolamento Urbano Edilizio su viale Ceccarini.

Questo “favor” in cambio di un fantomatico interesse pubblico individuato nel rifacimento e spostamento di una cabina Enel e nel contributo di 100.000 euro per la realizzazione delle opere di completamento del sottopasso pedonale di Viale Ceccarini. 

Per legge l’interesse pubblico deve riferirsi all’edificio, alla funzione, alla attività economica ecc.  che si va a realizzare (in questo caso anche con una deroga), non al fatto che l’amministrazione acquisirà una regalia, (come prezzo della deroga!) : non c’è alcun interesse pubblico a realizzare unità abitative anche al piano terreno di un edificio residenziale (se non per massimizzare i guadagni dell’operatore). 

In ogni caso, al di là della valutazione sull’interesse pubblico, sul quale nutriamo non pochi dubbi, ciò che rileva è la sproporzione netta e “insopportabile” con un altro permesso di costruire convenzionato che il consiglio comunale di giovedì sera approverà con i voti della maggioranza, sempre totalmente “acritica”, insieme a quello dell’ex Bombo.

L’ampliamento del fabbricato industriale di Photosì: 1280 mq. di ampliamento produttivo che non solo permetteranno il consolidamento di un’azienda leader ma che determinerà un conseguente aumento dei posti di lavoro. Un vero interesse pubblico. Ebbene, a Photosì vengono richiesti 57.000 euro per la realizzazione di un pezzettino di pista ciclabile e la realizzazione di un bypass per lo scolo delle acque meteoriche sempre a Raibano. 

Qui sta la sproporzione: 57.000 euro per rinforzare l’assetto produttivo di un’azienda che crea posti di lavoro e rappresenta un concreto interesse pubblico, 100.000 euro per una operazione di speculazione immobiliare pura, in cui il privato investitore ottiene un profitto singolo e privatissimo con un beneficio minimo per la comunità.

Non ci vuole tanto a far di conto e non è nemmeno il compito della politica. L’impresa privata fa i propri interessi. 

Compito della politica è rilevare la disparità di trattamento. E mettere sotto gli occhi della gente il comportamento e i favoritismi del sindaco. Guarda caso anche assessore all’urbanistica. 

Rilevare come, con l’amministrazione Tosi, l’urbanistica sia diventata oggetto di contrattazione discrezionale ed arbitraria, in cui i “potenti” possono e le persone comuni “non possono”. Vuoi la deroga? Visto che non c’è interesse pubblico paghi!

O possono “pagando” cifre spropositate e sproporzionate (come nel caso dei costi richiesti a Photosì e agli altri interventi in zona artigianale).

Un’urbanistica in cui a guidare le scelte non c’è la parità di trattamento ma la costruzione della rete degli amici. Ai quali si potrebbe, eventualmente chiedere il “giusto” in rapporto ai benefici ottenuti e al reale interesse pubblico rappresentato.

Ma questa sarebbe una storia di buon governo”.

Sabrina Vescovi

 

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