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A RICCIONE INVENTIAMOCI UN PREMIO PER PICO

Ma a Riccione non c’è un premio cittadino che si possa assegnare a Epimaco Zangheri?

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Non vi dice niente questo nome? Forse perché per tutti noi era Pico. Anzi: Foto Pico. Anche sei lui preferiva Foto Riccione.

Un riconoscimento Pico se lo meriterebbe davvero. Non solo per aver immortalato in oltre 60 anni di carriera i momenti più significativi della Perla Verde, ma per il senso di appartenenza e l’impegno eccezionale profuso nei confronti della città.

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Grazie al suo profondo senso civico, quello di un vecchio riccionese innamorato di Riccione, non si è mai sottratto ad ritrarre le situazioni di criticità, per poi segnalarle prontamente alle amministrazioni comunali.

Pico, che ha sempre rifiutato l’appellativo di paparazzo, ha iniziato da giovanissimo a fare lo “scattino” solcando la sabbia rovente, scattando migliaia di foto ai turisti che affollavano la spiaggia di Riccione e poi, la sera, nei locali più in voga a terminare la sua lunga giornata di lavoro. Tante foto di volti comuni ma anche di importanti personaggi che in questi decenni sono passati davanti al suo click.

Uomo discreto ed educato, sempre presente in ogni occasione, ha collezionato milioni di immagini che raccontano la storia di una città che è cresciuta insieme a lui. Le fotografie più conosciute sono quelle in bianco e nero che ritraggono famosi personaggi dello spettacolo nel mitico dancing “Savioli”, il locale notturno che ha ospitato attori e cantanti nazionale ed internazionale.

Il suo negozio in viale Gramsci, Foto Riccione, era tappa obbligata dei vip che si facevano immortalare nella parete del suo studio. Le immagini di altri tempi, custodite gelosamente nel suo archivio, raccontano la storia della città, come quelle dei motociclisti impegnati sul circuito cittadino tracciato sul lungomare, tra la paglia e le rudimentali tribune allestite per l’occasione.

Pico era anche un grande appassionato della Riccione Calcio: non v’è partita casalinga degli ultimi 50 anni che non sia stata immortalata dal suo obbiettivo.

Assieme alla BCC di Gradara ha pubblicato due anni fa un volume dal titolo Pico fotografo a Riccione, immagini in bianco e nero che evocano i più importanti eventi culturali e sociali intessuti di momenti spensierati ma anche drammatici, come il fortunale che nel 1964 travolse la spiaggia o l’anno della mucillagine, il 1980, che lo toccò profondamente al punto che, alla richiesta di alcune foto da parte della stampa, rispose con una bugia “No non le ho fatte. Anzi le ho fatte, ma sono venute male”.

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Oggi con l’aiuto del figlio Gianni e del giovane nipote la tradizione prosegue, anche se ormai il vecchio “scattino” rischia di soccombere di fronte al digitale. Pico ci ha provato a lasciare la pellicola e imbracciare la fotocamera digitale, e anche quella se l’eè appesa al collo per tenercela sempre, anche quando se ne va in bicicletta per le vie del centro.

Cinzia Bauzone

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