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Riccione, Tosi: “Che facciamo dell’hotel Smart? Usciamo da sterili slogan”

Renata Tosi non firma il protocollo dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata, di cui il Comune di Riccione ha sempre fatto parte. Spiegando alla stampa locale che «non mi presto a fare spot elettorali al gruppo di Andrea Gnassi e non mi faccio ’arruolare’ nella guerra per bande in corso del Pd». Salvo far sapere che forse firmerà nei prossimi giorni. A differenza del sindaco, anche lui di centrodestra, di Bellaria-Igea Marina: Filippo Giorgetti quel protocollo l’ha firmato assieme al Prefetto Forlenza e ai colleghi di centrosinistra, nella Giornata della memoria per le vittime innocenti delle mafie.

Il sindaco di Riccione oggi parla di “slogan commemorativi o enunciati di futuri comportamenti virtuosi”. E rilancia invece sul tema dell’hotel Smart.

“L’Osservatorio sulla criminalità organizzata – scrive la Tosi – deve farsi promotore di misure concrete che restituiscano alle comunità il maltolto, altrimenti rischia di rimanere solo una foto in una bella cornice. Punto fondamentale è la gestione dei beni confiscati alla mafia e passati ai Comuni che troppo spesso rischiano di rimanere inutilizzati, diventando solo un costo per la città. Insomma dopo il danno prodotto dall’economia mafiosa anche la beffa dei costi sulle spalle dei cittadini. Al presidente Stefano Bonaccini, che in questi giorni si è fatto promotore di iniziative per la cultura della legalità contro le mafie, chiediamo come amministrazione comunale di Riccione – un’amministrazione che ha sempre avuto un ruolo attivo nell’Osservatorio sulla criminalità organizzata – risposte concrete proprio per onorare quelle stesse vittime delle mafie ricordate il 21 marzo”.

Domanda la Tosi: “Cosa facciamo dell’Hotel Smart, uno stabile di 7 piani, sequestrato e confiscato alla mafia, assegnato al Comune ma che per legge non si può vendere e che per riqualificare servirebbero 3 milioni di euro dei riccionesi? La nostra proposta è quella di abbatterlo per creare parcheggi pubblici. I proventi andrebbero nei fondi destinati al sociale, e quello che oggi è solo un costo diventerebbe di utilità per la comunità come già avviene per un’altra area confiscata, il parcheggio da oltre 30 posti auto, tra viale Tasso e viale Paisiello. L’hotel Smart rientra nel patrimonio indisponibile del Comune quindi non può essere venduto. Potrebbe invece essere abbattuto cosicché l’area venga restituita in una veste decisamente più utile. Anche l’evidenza pubblica per l’affidamento in gestione proposta dal Comune di Riccione 2 anni fa non aveva dato frutto”.

“Oggi a Riccione, come in tutta la provincia di Rimini dove vi è una discreta consistenza di beni confiscati, c’è l’esigenza di misure concrete a favore dei territori che hanno il diritto di riappropriarsi dei beni della criminalità organizzata, uscendo così dagli sterili slogan commemorativi o enunciati di futuri comportamenti virtuosi”, conclude il sindaco.

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