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RiccioneSì!: “Servono asili di prossimità”

PROSPETTIVE INNOVATIVE PER L’EDUCAZIONE DEI BIMBI IN ETA’ 0-6 ANNI:
TRA SOCIALITA’ DEI BIMBI E STRUTTURE DI PROSSIMITA’: UN INCONTRO A RICCIONE

L’investimento per un’offerta di servizi educativi di qualità per i bambini e le bambine sotto i sei anni costituisce un potente strumento di lotta contro vecchie e nuove forme di povertà ed esclusione sociale. Anche in questa chiave è importante che i bambini e le bambine si formino nell’ambito di una socialità fin dalla più tenera età. La famiglia e l’istituzione scolastica devono stipulare una vera e propria alleanza educativa per il bene e la crescita armonica dei figli. Un approccio che consente il superamento delle differenze tra bambini, e che è sancito anche a livello istituzionale: non a caso infatti le competenze sugli asili nido (i servizi 0-3 anni) sono passati dalla competenza del Ministero del Welfare a quello della Pubblica istruzione.

Temi molto attuali ed interessanti, emersi nell’AperiCULT organizzato, sabato scorso 9 ottobre, dall’associazione di promozione sociale RiccioneSì!, sul tema “La sfida educativa da 0 a 6 anni”. Temi di alto respiro, ma ovviamente anche con riverberi locali e riccionesi. Tanto che è emersa anche la prospettiva di realizzare asili di prossimità.

Silvia Foglino, presidente dell’associazione, ha introdotto l’evento culturale presentando gli ospiti che hanno trattato l’argomento con tanta passione e competenza. Edmo Vandi, già dipendente comunale ma anche personaggio eclettico e figura storica riccionese, ha parlato di come sono state istituite le scuole materne a Riccione negli anni ’60 per dare risposta ad un vero bisogno sociale legato all’esplosione del boom economico e al conseguente turismo di massa. In particolare nel periodo estivo, le mamme che lavoravano nelle strutture alberghiere e della ristorazione, chiedevano servizi per i loro bambini. Gli amministratori comunali di quel periodo si sono impegnati molto sui problemi sociali e tra questi è stato ricordato l’importante ruolo svolto dal sindaco Biagio Cenni, nel creare le condizioni per un programma sociale ed educativo a favore dei bambini. Ovviamente Edmo Vandi ha condito il suo intervento con aneddoti e vicende che hanno coinvolto tanti personaggi di quel periodo.

Maddalena Piccari, insegnante e autrice del libro “Ciao, signorina!”, in cui si ripercorrono le tappe del suo percorso scolastico e professionale oltre che la storia delle scuole dell’infanzia comunali di Riccione, si sofferma sull’impegno, la passione e la dedizione di tutto il personale insegnante e non, che in quel periodo ha dato un notevole contributo alla costruzione del programma educativo per i bambini nei primi sei anni di vita, con tante difficoltà superate da un lavoro di squadra cui hanno partecipato anche gli stessi genitori che non hanno mai fatto mancare la loro fiducia e partecipazione. Ha parlato di un’epoca irripetibile di fermento educativo anche grazie alla possibilità, in particolare negli anni ’70, di avere riferimenti di grande valore culturale e di esperienze quali il pedagogista Francesco De Bartolomeis (professore universitario e studioso di psicopedagogia dell’infanzia) considerato il massimo esponente della pedagogia italiana contemporanea, Margherita Zoebeli direttrice del CEIS di Rimini (Asilo Svizzero) che si ispirava ai principi innovativi del maestro pedagogista Celestin Freinet (scuola attiva, metodo globale, cooperazione educativa…), Loris Malaguzzi, insegnante e psicologo, che opera nella rete dei servizi educativi a Reggio Emilia considerati i più avanzati del mondo. L’opportunità di aver avuto anche come formatori questi grandi personaggi, ha consentito al personale che operava nelle scuole materne dei vari quartieri riccionesi, di conoscere nuove metodologie e di crescere professionalmente.

Non in presenza ma in videoconferenza l’intervento di Lorenzo Campioni, pedagogista e coordinatore delle istituzioni comunali di Riccione dal 1976 al 2000. Ha introdotto nelle strutture per l’infanzia i piani di lavoro con programmazione settimanale delle attività e dei laboratori, valorizzato le competenze e le abilità degli operatori, normalizzato le valutazioni di gruppo sulle criticità, regolamentato le uscite ed i soggiorni gestiti direttamente dal Comune per migliorare l’offerta educativa. Campioni ha insistito sui diritti dei bambini e delle bambine nella crescita qualitativa dei servizi per l’infanzia. Fin dalla nascita i bambini e le bambine sono soggetti attivi, costruttori di apprendimenti e relazioni e l’educazione è un diritto di tutti gli esseri umani: garantirlo è una responsabilità della collettività. E in quest’ottica il dottro Campioni si è detto estremamente contrario alle esperienze, che stanno emergendo e che paio assai “di moda”, dell’educazione dei bimbi all’interno delle famiglie. “Deve essere sviluppata a fondo – ha osservato – la socialità dei bambini e delle bambine, e questa viene perseguita attraverso l’esperienza scolastica, utile anche per superare le differenze di vario tipo e sviluppare l’inclusione”. Ciò non significa certo sottovalutare il ruolo delle famiglie, con le quali anzi va stipulata un’allenza educativa, che deve andare al di là di un approccio al servizio come “badantato” del piccino.

L’investimento per un’offerta di servizi educativi di qualità per i bambini e le bambine sotto i sei anni costituisce insomma un potente strumento di lotta contro vecchie e nuove forme di povertà ed esclusione sociale. E nell’ottica di rispondere al meglio a queste esigenze, anche dal punto di vista logistico, va interpretata la prospettiva degli asili di prossimità, su cui gli Enti locali potranno mettere in campo progettualità.

Gli interventi dei tre ospiti sono stati coordinati da Ilaria Panzini, componente del Direttivo dell’associazione RiccioneSì!, che ha reso più interessanti i contributi degli interlocutori con domande specifiche e stimolanti.

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