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Ricorsi Pd Rimini, Sacchetti: “Allargamento in sè legittimo, ora serve voto assemblea”

Il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti fornisce una sua interpretazione sulla decisione della commissione nazionale di garanzia del suo partito. Secondo Sacchetti, a Roma l’attuale composizione “allargata” dell’assemblea comunale di Rimini è stata considerata “legittima”. Solo che non è stata ratificata da un voto dell’assemblea stessa. Particolare non da poco. Appena convocata la prossima assemblea del Pd di Rimini, ci si dovà occupare proprio di questa ratifica. Ma l’esito non sarebbe affatto scontato, dal momento che l’assemblea chiamata a votare sarebbe ovviamemente quella non allargata, dove i contrari all’allargamento potrebbero anche essere in maggioranza.

Scrive Sacchetti: “Al netto delle considerazioni poco eleganti ed educate verso il loro partito espresse dai ricorrenti Melucci e Valentini, nel comunicato pervenuto poco fa agli organi di stampa, al fine di non avvelenare un clima già abbastanza pesante per la portata delle decisioni che si dovranno assumere nei prossimi giorni, terrei a specificare che la lettura corretta e condivisa anche in sede nazionale della delibera pervenuta è sensibilmente diversa”.

“Infatti – prosegue – la Commissione nazionale di Garanzia del PD ha espresso il suo parere, dicendo che  è legittimo che l’assemblea comunale del PD Rimini possa essere composta sia da membri elettivi che da membri di diritto. Questo perché lo Statuto regionale del PD Emilia Romagna riconosce alle articolazioni locali del PD autonomia organizzativa. L’allargamento proposto per l’assemblea comunale del PD Rimini è dunque legittimo e ha comunque bisogno di essere ratificato dall’assemblea comunale”.

“L’ultimo capoverso della delibera cng è quello che dice “pertanto la previsione di allargamento dell’assemblea comunale ai membri di diritto indicati nella delibera della crg (commissione regionale di garanzia) del pd Emilia Romagna del 12 maggio 2021, fermo restando quanto disposto al precedente comma d punto 4 e tranne il pres.comm.prov. di garanzia, incompatibile per statuto, deve essere necessariamente ratificata dalla stessa Assemblea comunale” I pareri espressi dalla commissione regionale e provinciale decadono alla luce del punto 1, cioè non sono necessari per difetto di competenza perché l’allargamento deve comunque essere oggetto di ratifica da parte dell’assemblea comunale”.

“Tanto si doveva per non cedere a facili interpretazioni condivise prima a mezzo stampa che nelle sedi deputate”, conclude polemicamente Sacchetti.

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