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Rifondazione comunista: “Caricaturale accanirsi con le passeggiate e non chiudere attività non essenziali”

La segreteria provinciale del PRC chiede “alla regione, ai sindaci, al presidente della provincia ed al prefetto di adottare in tutta la Provincia di Rimini misure più stringenti per contenere il contagio da Covid 19 e tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori, esposti a rischi inutili in attività non essenziali ad altissimo indice di socialità”.

“Nonostante i dati allarmanti – scrive Rifondazione comunista – sembra incomprensibile la decisione di non avere già adottato il blocco totale delle attività produttive non essenziali, o non appartenenti alla filiera delle attività essenziali.
Rischia di diventare caricaturale e paradossale per gli amministratori locali, la crociata mediatica contro coloro che fanno attività fisica all’aperto, se non si procede immediatamente alla chiusura degli impianti produttivi”.

“La produzione di abbigliamento, ceramiche, macchine utensili, semilavorati per il gelato, nautica da diporto, non può valere la salute di una comunità . Per questo motivo riteniamo gravi ed irresponsabili le parole di Confindustria che continua a tutelare il profitto delle aziende anteponendolo alla salute dei lavoratori”.

“Ribadiamo inoltre, come già chiesto dalle organizzazioni sindacali, la necessità di convocare un tavolo provinciale tematico sul lavoro che coinvolga enti locali e parti sociali”.

“Invitiamo inoltre la cittadinanza ad accogliere l’appello nazionale dell’Avis per promuovere la raccolta del sangue dato che accanto ai malati da Covid 19 continuano ad esservi i bisogni sanitari degli altri malati tra cui coloro che necessitano di trasfusioni”, è l’appello della segreteria provinciale del PRC.

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