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Rimini: agenti aggrediti da arrestato in Questura, sindacati: “Vogliamo strutture sicure”

“I poliziotti di Rimini anche questa notte, come accade di sovente, sono stati aggrediti per trarre in arresto un soggetto evaso dai domiciliari che dava in escandescenza e che ha tentato di far del male a se stesso e agli operatori”: è quanto denunciano i sindacalisti Roberto Mazzini del SAP e Davide Santolini di FSP Polizia di Stato.

“Anche all’interno dei locali della Questura – proseguono – la furia del soggetto, ha fatto faticare non poco gli operatori per mantenere intatta, sia la sua incolumità che quella di tutti gli operatori intervenuti”.

“Proprio in questi giorni di grande dolore e lutto tra le forze della polizia la cittadinanza prende consapevolezza di quanti rischi le forze dell’ordine corrono ogni giorno portando l’uniforme – dichiara il segretario del SAP Roberto Mazzini – “Importantissime in questi casi sono le dotazioni, ed altrettanto importanti sono i luoghi in cui si presta servizio. Le strutture ove sono ospitati gli uffici della Questura non sono più confacenti alle necessità dell’attuale apparato della sicurezza, poiché quest’ultimo si è evoluto con mezzi, uomini e risorse”.

“Oggi più che mai serve ridurre i rischi anche nelle nostre strutture ed è necessario provvedere il prima possibile per mettere in sicurezza tutti quegli uffici che ad oggi sono potenzialmente insicuri. Le locazioni attuali essendo studiate per ospitare persone (alberghi e appartamenti) difficilmente si prestano a questo tipo di evoluzione.Il primo importante passo per la sicurezza sarà il passaggio in p.le Bornaccini, che sebbene indicato come struttura transitoria, potrà sanare moltissime difficoltà ad oggi presenti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario del F.S.P. Polizia di Stato Davide Santolini che aggiunge: “È inoltre auspicabile che la politica tutta si ponga al fianco delle operatrici e degli operatori delle forze dell’ordine e del loro operato senza dare adito a posizioni che troppo spesso alimentano l’odio e il rancore verso chi veste l’uniforme”.

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