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Riminese trovato mummificato a Venezia, sarebbe morto da sette anni

Dal 2011 non dava più notizie di sé e addirittura era stato cancellato dall’anagrafe perché irreperibile. Fino alla tragica scoperta dell’altro ieri: Lelio Baschetti era morto nel suo piccolo appartamento in Sestiere Dorsoduro, a Venezia. Il suo cadavere giaceva su di una brandina, mentre la casa era in stato di completo degrado, fra alimenti andati a male e sporcizia ovunque.

Lelio Baschetti era nato a Rimini 75 anni fa. Era un insegnante di matematica e fisica che aveva svolto la sua carriera fra Treviso e a Venezia. L’ultimo cattedra prima della pensione era stata al liceo Duca Degli Abruzzi di Treviso.

Nel 2013, risultando irreperibile, il Comune di Venezia lo aveva cancellato dalla sua anagrafe. Invece era deceduto nel suo alloggio su due piani in calle del Cristo a Santa Marta, vicino alla zona portuale, forse durante l’estate del 2011, a quanto risulterebbe dalle bollette e dall’altra posta non ritirata da quel periodo in poi.

La scoperta è avvenuta solo perché qualcuno ha notato che la porta dell’appartamento era socchiusa, forse forzata di recente da qualcuno che aveva tentato di introdursi in casa per rubare. A quel punto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno fatto la macabra scoperta.

Sul cadavere non pare siano stati riscontrati segni di violenza; la salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale Civile di Venezia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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