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Rimini, 36 case popolari nell’area della questura abbandonata di via Ugo Bassi

Il Comune di Rimini ha approvato questa mattina – lunedì 17 febbraio – una delibera di partecipazione al bando regionale  per la raccolta di manifestazioni di interesse a partecipare al “Programma integrato di edilizia residenziale sociale” .

Le risorse assegnate alla Regione destinate alla realizzazione del programma ammontano a € 20.885.350,50, con le quali saranno finanziate 4 proposte di intervento.  Possono presentare manifestazione di interesse i Comuni della Regione Emilia-Romagna con popolazione residente superiore a 50.000 abitanti alla data del 31/12/2018, anche su proposta delle ACER territorialmente competenti.  I Comuni possono presentare una unica manifestazione di interesse indicando l’entità del contributo richiesto, il cui importo dovrà essere compreso tra 5.000.000 € e 5.500.000 euro.

Il Comune di Rimini prevede un progetto per la realizzazione di n. 3 edifici per complessivi n. 36 alloggi di cui 24 alloggi di ERP a canone sociale e 12 alloggi di ERS a canone calmierato.

I 24 alloggi di ERP a canone sociale verranno assegnati attingendo dalla graduatoria di ERP del Comune di Rimini, mentre i 12 alloggi di ERS verranno assegnati dal Comune di Rimini con apposito bando destinato a giovani coppie, single e nuclei monogenitoriali.

Il Comune di Rimini comparteciperà al costo dell’opera per un importo di 600 mila euro. Acer per 500 mila euro.

L’area di intervento, secondo la delibera di Giunta, comprende la Caserma Giulio Cesare, lo stadio,  le abitazioni di via Balilla, l’area della nuova questura di via Ugo Bassi.

In particolare, le 3 palazzine destinale agli allorri popolari saranno realizzate nelle aree libere a fianco della nuova questura abbandonata. Si tratta delle aree del revocato piano integrato della questura ora in mano al curatore fallimentare della società Da.Ma.

Per “programma integrato di inter­vento”- si legge nella delibera di giunta- si intende non già un atto programma­torio ai sensi della L 179/1992, quanto una proposta presentata come candidatura per la manifestazione di interesse.

“Il Concept del Programma Integrato come si legge nella documentazione allegata alla delibera di Giunta. pro­posto, parte dal riconoscimento del grande “vuoto” urbano creato dal precedente Piano Attuativo decaduto. La situazione di estremo degrado dell’area viene affrontata attraverso una serie di ricuciture urbane che tendono a ridare continuità spaziale e relazionale alle di­verse parti di città al contorno.

Il Concept esalta il fronte urbano su via Ugo Bassi, asse dello sviluppo della Rimini con­temporanea, inserendo lì le funzioni maggior­mente attrattive, sfruttando quindi la buona accessibilità, data dalla limitrofa strada di scorrimento. Gli interventi proposti (Uffici Pubblici, Commercio, Attrezzature Pubbli­che, Parcheggi scambiatori) oltre che a co­struire un fronte urbano su via Ugo Bassi vo­gliono anche costruire nodi rilevanti della rete di spazi pubblici che da qui innervano tutto l’intervento.

Due i sistemi principali. Il primo prettamente urbano riutilizza la strada già realizzata, che dall’innesto su via Ugo Bassi conduce fino a via Lagomaggio. Si tratta di costruire un via­le urbano dove ricreare una forte interazione fra lo spazio pubblico della strada e il fronte edilizio; perciò le residenze poste ad est del­la strada avranno fronti permeabili e attività al piano terra, così come la possibile strut­tura commerciale dovrà avere un fronte per­meabile lungo la strada, evitando le facciate cieche o di servizio. Il nuovo viale, dotato di alberature, rain garden, piste ciclabili e ampi spazi pedonali, si pone in diretta continuità con l’asse di via IX febbraio 1849, che, lam­bendo il fronte storico dello Stadio, conduce fino alla via Flaminia.

L’altro sistema di relazioni è dato dalla rete degli spazi verdi e dei percorsi che innerva­no tutto l’ambito e lo connettono all’intorno. Questa rete di spazi si basa su una “spina verde” che dalla sede degli uffici pubblici at­traversa tutta l’area relazionandosi alle corti verdi residenziali, per poi lambire lo stadio, riqualificato, rigenerando anche lo spazio pubblico aperto del comparto Acer, per poi innestarsi sulla via Flaminia. Nel suo percor­so, la “spina verde” mette anche in continuità le residenze con i principali servizi presenti nell’area, fra cui le nuove scuole, in via Sar­toni.

Il Concept individua poi nell’area a ridosso di via Lagomaggio, la situazione migliore dove dare l’avvio al processo di trasformazione. Qui viene localizzata la proposta di interven­to, i nuovi alloggi pubblici e le relative dota­zioni territoriali, conferendo all’intervento au­tonomia, continuità con il tessuto circostante e ponendo il primo tassello per la più ampia rigenerazione.”

“Questo passaggio – motiva l’amministrazione comunale – vuole semplicemente verificare la possibilità di accedere a un canale di finanziamento specificatamente dedicato all’edilizia popolare, su una partita di pianificazione strategica molto più vasta e complessa e che dovrà essere oggetto, prima di approdare al vaglio del Consiglio comunale, di adeguati approfondimenti nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Approfondimenti e percorso partecipativo per arrivare a un eventuale Piano particolareggiato che, come prevede il bando regionale presuppone anche la partecipazione degli abitanti per definire gli interventi in concorso di progettazione per le azioni previste. Si parte dal ‘tradimento’ dello Stato italiano sulla Cittadella della Sicurezza, si transita dalla reale opportunità ora offerta dalla ex caserma ‘Giulio Cesare’ ad ospitare la sede delle forze dell’ordine, e si passa anche dalla rigenerazione di un’area oggi a forte rischio degrado come quella di via Ugo Bassi, per colpa della scandalosa storia della nuova Questura, rimasta lì, sul groppone della città e dei cittadini per colpe non proprie”.

Il documento integrale 

 

 

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