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Rimini, a Casa Madiba l’incontro sulla condizione dei senza dimora ai tempi del Covid

Martedì 22 Settembre alle ore 18.30, a Casa Madiba è in programma una tavola rotonda sulla condizione dei senza dimora ai tempi dell’emergenza sanitaria presentato dalla “Dalle radici alle stelle”

A seguire AperiCena a cura del progetto della Cucina e Pizzeria sociale Il Varco destinato alla raccolta fondi per il Progetto di Arti in cantiere che coinvolge Marcelo un abitante di casa Don Gallo.

La serata vedrà la partecipazione di Matteo Fano e Carlotta Magnani, dottorandi presso il Centro Norbert Elias, Ehess di Marsiglia, che dialogheranno con operatrici e operatori sociali dell’accoglienza, operatrici dei servizi rivolti alle persone senza dimora e con problematiche di dipendenza, attiviste e attivisti sociali dei movimenti per il diritto all’abitare, ricercatori sociali, delegati sindacali impegnati sul welfare e sulle coop sociali.

“L’idea di questa tavola rotonda nasce dal bisogno di aprire un dibattito costruttivo che permetta di mutualizzare saperi ed esperienze con l’obiettivo di arrivare a risposte sostanziali al tema del disagio abitativo e dei bisogni espressi dalla variegata popolazione delle persone senza casa. Soprattutto in questa fase storica, dove la gestione della pandemia, rispetto a questo tema, ci ha mostrato e continua a mostrare i numerosi limiti del sistema dei servizi e delle politiche sociali e apre conseguentemente a tanti interrogativi, riflessioni e perplessità alle quali vogliamo provare a dare una risposta.

La collaborazione tra ricercatori in scienze sociali e chi opera sul campo rispetto al tema delle persone senza casa e senza dimora, siano essi militanti di spazi sociali organizzati nei progetti di mutualismo o impegnati nelle esperienze di autogestione abitativa, operatrici ed operatori dell’accoglienza, educatori ed educatrici, delegati sindacali, medici o attori istituzionali, è un percorso appassionante, a volte difficile, molto spesso lento ma sicuramente vettore di progresso per tutti e tutte e indispensabile in questo momento storico così difficile.
Molti servizi per le persone senza casa, su tutto il territorio nazionale, sono stati sospesi durante il lockdown e lo sono tuttora, perché ancora strutturati su risposte a bassa soglia, temporanee ed emergenziali, funzionali a quella che Don Gallo chiamava Solidarietà Caritatevole/Assistenziale, che ha certamente i suoi aspetti positivi, in quanto arriva a rispondere alle prime necessità (es. se uno è assetato, gli dai da bere; se un altro è affamato, gli dai da mangiare) ma non rimuove il problema che ha creato quella condizione.

Un problema sociale e non personale – il fatto che ci siano persone in condizioni di vita drammatiche – che richiederebbe un serio intervento politico e che diventa invece, nella nostra società, una questione di comportamenti individuali affrontabile, di conseguenza, solo in termini di assistenzialismo, ordine pubblico, controllo e disciplinamento sociale. A ciò si aggiunge che molto spesso questi servizi, che ribadiamo sono sicuramente importanti ma andrebbero ripensati alla luce della pandemia, sono gestiti attraverso il volontariato ed, in particolare, mediante la disponibilità di volontari e volontarie over 65 e quindi più esposti al rischio sanitario, oltre ad offrire prestazioni e supporti abitativi momentanei e per brevi periodi.

Questo modello di gestione, con la diffusione del COVID19, ha mostrato con violenza e in modo netto notevoli limiti, con ricadute importanti sulla popolazione senza dimora, non solo nella nostra città e Regione ma in tutta Italia, con migliaia di persone senza casa che si sono ritrovate improvvisamente private di servizi essenziali come il servizio docce, della distribuzione del vestiario, del ricovero notturno. Insomma, abbiamo dovuto registrare la totale assenza di Servizi essenziali per garantire la salute pubblica di tutti e tutte e una dimora sicura per chi è senza un tetto sulla testa mentre il Governo e gli Enti Locali invitavano a restare a casa e la Polizia Municipale in alcune città provvedeva a multare i senzatetto in base ai vari DPCM.

Arriviamo a questa tavola rotonda quindi con molte preoccupazioni per l’autunno e l’inverno che verrà e soprattutto dopo aver promosso un Appello “Emergenza covid19 accoglienza e persone senza dimora – nessuno deve rimanere senza casa!” e una conferenza stampa con l’obiettivo di aprire una percorso plurale nel territorio, che ha l’ambizione di diventare regionale, capace di unire i vari livelli e piani di intervento sul tema delle persone senza casa e soprattutto le varie pratiche messe in campo: a livello istituzionale dai servizi preposti, dal basso con le forme di autogestione e di rivendicazione intorno al nodo del diritto all’abitare che abbiamo visto attivarsi durante il lockdown in tante città della nostra Regione (pensiamo alle unità mobili di soccorso delle PSD, le staffette solidali di raccolta di vestiario usato e generi di prima necessità, gli sportelli di supporto per chi aveva difficoltà a pagare l’affitto).

L’appello e le iniziative seguenti, come la Tavola rotonda, nascono pertanto per attivare operatori e operatrici del settore, attivisti e attiviste delle realtà sociali e la cittadinanza solidale intorno alla rivendicazione di UNA CASA PER TUTT@ e per dare una risposta collettiva all’ennesima circolare del Ministero dell’Interno che produce nuovi homeless fra i richiedenti asilo ma anche alla recente Sanatoria truffa che ha creato gravi disparità di trattamento, richiedendo requisiti in molti casi irraggiungibili e lasciando cosi migliaia di persone migranti senza permesso di soggiorno e senza diritti in un momento in cui lo stato di crisi sanitaria non è risolto.

Ancora una volta, invece di affrontare il fenomeno dell’immigrazione nella sua interezza e dal punto di vista primario dei diritti e delle tutele e di riconoscere dignità attraverso il rilascio di un permesso di soggiorno, il Governo ha deciso di muoversi secondo una logica che tratta i migranti come non persone mentre in tutto il Paese cresce un razzismo sempre più violento, diffuso e capillare.Di fronte a queste situazioni vogliamo ritrovarci e mettere in comune i diversi punti di vista pensando ad un percorso capace di individuare soluzioni, innovare gli approcci sociali e creare mobilitazione intorno a questi temi, perché nessuna persona rimanga sola”.

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