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Rimini, affitto di hotel sospeso dal giudice: inattivo per coronavirus, per ora non paghi

L’affitto dell’hotel chiuso per coronavirus non va pagato, almeno per il momento. Lo ha deciso la giudice del tribunale di Rimini, sezione civile, Silvia Rossi, con un decreto d’urgenza emesso oggi. Si legittima così la sospensione da parte del conduttore del pagamento del canone di locazione di un azienda inattiva in questi mesi a causa delle misure restrittive per la lotta alla pandemia.

Ne dà notizia l’avvocato Massimiliano Angelini, che tutela l’affittuario, sottolineando che “si tratta di un precedente unico in Italia (provvedimenti simili sono stati emessi solo dal Tribunale di Venezia e da quello di Bologna) su una questione di grande attualità. La vicenda interessa una moltitudine di imprenditori, commercianti, professionisti che svolgono la loro attività in locali presi in locazione”.

Nel decreto, il giudice scrive che gli assegni versati dall’affittuario non vanno messi all’incasso, contrariamente a quanto chiedeva il proprietario dell’hotel. Tutto è rinviato all’udienza, fissata per il 5 giugno prossimo.

La vicenda riguarda una nota famiglia di albergatori riminesi, che a dicembre dello scorso anno aveva preso in gestione un hotel di Marina Centro con un contratto di affitto d’azienda. Al momento della stipulazione del contratto era stato versato un primo assegno, mentre una serie di altri erano stati depositati con date di scadenze successive, la prima a maggio.

Ma a febbraio arriva l’emergenza coronavirus e l’attività dell’hotel viene  praticamente azzerata. Quando si avvicina la scadenza del primo assegno, l’affittuario propone un accomodamento alla proprietà: è ben difficile poter onorare gli impegni in quelle condizioni, non è possibile attendere prima di mettere l’assegno all’incasso, in attesa almeno di vedere come evolverà la situazione? Ma la controparte non sente ragioni, quell’assegno lo porterà in banca.

Di qui la richiesta d’intervento al tribunale di Rimini. Che con la giudice Rossi non solo sospende l’incasso di quella rata, ma congela anche tutti altri assegni successivi, almeno finché non vi sarà un pronunciamento definitivo.

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