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Rimini, al Galli i 400 anni della Gambalunga. Gnassi: “Biblioteche antidoto all’algoritmo” (Cronaca e Foto)

Le biblioteche sono un luogo dello spirito, sono piazze di condivisione. E libri non possono sostituirsi ad uno smartphone“. Con l’intervento del sindaco di Rimini Andrea Gnassi, le celebrazioni per i 400 anni della Biblioteca Gambalunga sono entrate nel vivo nella cornice splendida e gremita del Teatro Galli di Rimini.

Presenti il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, la responsabile della gambalunghiana Oriana Maroni. Interventi, quelli delle autorità che precedono la lectio magistralis di Luciano Canfora sulla storia delle biblioteche e il dialogo sempre a tema libresco tra Alessandro Bergonzoni e Marino Sinibaldi, nell’attesa dell’intervento di Vinicio Capossela al Teatro Degli Atti.

Il primo cittadino ha aperto il proprio intervento con una provocazione. “Siamo sicuri che le biblioteche siano luoghi destinati a vivere in eterno?”  ha esordito, citando per altro Jep Gambardella, protagonista del film Premio Oscar “La Grande Bellezza”. “Non voglio fare come lui il guastafeste, ma penso che più che a guardare il lato celebrativo occorrerà lanciare un monito e un augurio”, ha spiegato alla platea “Auguriamoci che la biblioteca resista altri 400 anni. E che i saperi non finiscano soffocati in un cloud o in un algoritmo. Le biblioteche di tutta Italia sono sopravvissute a tanti attacchi. Se a Rimini possiamo festeggiare questi 400 anni significa che nella comunità ha resistito il senso pubblico della Biblioteca. Che possiamo metaforicamente definire granaio pubblico”.

Luciano Canfora al Teatro Galli per Gambalunga 400

Stiamo preparando la città ad accogliere e far maturare altre donne e uomini come Gambalunga” , ha detto ancora Gnassi.

Le parole del sindaco  sono state condivise anche dal Presidente Bonaccini, che ha ricordato come le biblioteche custodiscano anche la memoria di una città, per non dire del paese. Anche per Bonaccini, di concerto con Gnassi, le “biblioteche sono l’antidoto all’algoritmo” .

Applauditissimi Sinibaldi e Bergonzoni, che non hanno risparmiato, in particolare l’artista bolognese, critiche di stampo sociopolitico. “Chiudete i morti e aprite i porti”, uno dei passaggi dell’intervento che partendo dal concetto di Biblioteca e libro ha spaziato sugli ambiti più disparati.

Alessandro Bergonzoni e Marino Sinibaldi

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