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Rimini, Amir chiude il 2020 con 1,4 milioni di utile: in parte va a enti pubblici soci

Si chiude con un utile di 1 milione e 400 mila euro (1.395.749 al netto delle imposte) il consuntivo 2020 di Amir SpA, società patrimoniale pubblica che ha il compito di amministrare la proprietà delle infrastrutture, reti ed impianti, funzionali al ciclo idrico integrato (acqua, fognatura e depurazione) in larga parte della provincia di Rimini. Una somma che per il quarto anno consecutivo sarà in parte destinata a dividendo a favore degli enti pubblici soci, 334mila euro complessivamente.

La proposta, su richiesta del socio di maggioranza Rimini Holding SpA, è stata deliberata all’unanimità dall’assemblea dei soci, convocata nella mattinata di oggi nella sede della Provincia di Rimini per l’approvazione del bilancio di esercizio (presente il 91% del capitale sociale).
Un’altra parte importante di utile sarà impiegata in nuovi investimenti. Amir SpA, all’interno del Piano d’Ambito, va infatti consolidando il suo ruolo di finanziatore del programma interventi, con una prospettiva di impegno economico che andrà ad attestarsi sui 2 milioni di euro l’anno. Così è previsto dalla convenzione che regolerà i rapporti tra la società titolare delle infrastrutture e il prossimo gestore a cui l’autorità regionale Atersir prossimamente affiderà il servizio.

Già oggi, gli impegni finanziari assunti in base agli accordi attuativi sottoscritti con authority e gestore, espongono la società ad una mole di investimenti che per il quadriennio 2020/2023 ammonta a circa 7,2 milioni. Accordi per interventi specifici di risanamento ambientale che interessano un po’ tutto il territorio provinciale, dalla Valmarecchia alla Valconca. Con un particolare sforzo su Rimini nord, tra Torre Pedrera e Viserbella, dov’è in corso la separazione della rete fognaria, operazione integrata nel Piano di salvaguardia della balneazione.
A proposito di Psbo Amir si mette a disposizione con un obiettivo specifico: “L’azienda grazie al suo know-how e alla sua connotazione locale è solita esercitare un controllo diretto sugli interventi che finanzia, seguendo sul campo i lavori in corso. Una preziosa azione di presidio sul territorio, sul rispetto della programmazione e sull’effettiva realizzazione di quanto preventivato – sottolinea l’amministratore unico Alessandro Rapone – Con questa stessa funzione di supervisore, collaborando con Atersir, già da un paio d’anni Amir è stata coinvolta nella programmazione e nel monitoraggio di interventi che hanno interessato, oltre a Rimini anche gli altri ambiti romagnoli. Per quanto riguarda Rimini, con un mandato di questo tipo crediamo che Amir possa dare un ulteriore, importante, contributo al completamento di nuovi impianti previsti nella pianificazione d’ambito, come ad esempio il Psbo, considerando la complessità del progetto e la sua portata per la città”.

Nel corso della seduta è stata affrontato anche il tema, strategico, dell’incorporazione di Amir in Romagna Acque-Società delle Fonti. L’amministratore unico si è soffermato su un aspetto in particolare, “il rischio che con il conferimento del ramo d’azienda il territorio perda un altro pezzo della sua identità, disfacendosi di un’azienda che rappresenta un patrimonio costruito nell’arco di decenni, con competenze specifiche per il settore, un’azienda che continua a produrre valore”. “Amir è una società che su indicazione degli azionisti ha saputo ridefinire la sua missione in maniera produttiva – ha evidenziato da ultimo Rapone – Continuano a dimostrarlo i numeri: gli ultimi quattro esercizi si chiudono con un utile netto complessivo di 5,3 milioni di euro, di cui di cui 4,5 distribuiti al territorio come dividendi. Non è un risultato da poco in una congiuntura complicata come quella in cui ci troviamo, merito soprattutto di una gestione capace di essere al tempo stesso accorta e proattiva”.

Sul progetto che prevede la confluenza di Amir in Romagna Acque-Società delle Fonti, i sindaci presenti all’assemblea – Domenica Spinelli (Coriano), Filippo Giorgetti (Bellaria-Igea Marina) e Leonardo Bindi (San Leo) – oltre a sollecitare la massima attenzione di Rimini Holding sul patrimonio umano e professionale presente nella società e sul fatto che il percorso di aggregazione si sviluppi con modalità (fusione/conferimento) che diano garanzie ai soci, hanno chiesto di poter seguire più da vicino l’evolversi delle valutazioni su vantaggi e rischi dell’operazione per il territorio riminese. Una richiesta accolta con favore da Rimini Holding, che ha tenuto però a ricordare, citando gli atti, che la fattibilità del percorso previsto già oggi è subordinata al superamento delle criticità.

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