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Rimini, Articolo Uno: “Sindaco di Pennabilli, la Magistratura valuti il reato di apologia fascista”

Anche Articolo Uno Rimini interviene sulle dichiarazione del Sindaco di Pennabilli Mauro Giannini.

“Mentre Giorgia Meloni cerca di allontanare il suo passato post-fascista per non spaventare i mercati finanziari, il Sindaco di Pennabilli Giannini la scavalca a destra dichiarandosi fascista per suggerire l’idea che anche nella Lega ci sono camicie nere. Ha cercato un po’ di rimediare dichiarando: ‘Se si intende il fascismo come lo intendo io, sono onorato che mi diano del fascista’.

Questa dichiarazione di Giannini dice due cose, una più grave dell’altra:

  • la prima, di carattere istituzionale: dichiara di essere “fascista”, con ciò entrando in conflitto con la Costituzione antifascista su cui ha giurato e ricadendo automaticamente nella violazione della legge Scelba del 1952. Siamo perciò nella condizione di avere dubbi sulla sincerità del suo giuramento;
  • la seconda, di carattere storico: non esiste il fascismo di Giannini, esiste quel fascismo che la storia ci ha consegnato, quello della persecuzione del dissenso, delle leggi razziali, dei milioni di morti della seconda guerra mondiale. Dichiararsi fascista, per di più nello svolgimento di una funzione istituzionale, significa richiamarsi a quello specifico periodo.

Ci pare legittimo chiedere alla Magistratura di valutare se Giannini, con le sue dichiarazioni, abbia esaltato principi, fatti e metodi di carattere fascista e sia perciò incorso nel reato di apologia.

E’ opportuno inoltre legittimo avanzare dubbi sulla legittimità del giuramento prestato davanti al consiglio comunale da Giannini all’atto dell’insediamento al vertice del Comune di Pennabilli e non si configuri perciò il reato di “falso giuramento”. La formula di rito è chiara: ”Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana”.

Ci pare infine il minimo sindacale invitare Giannini a chiedere scusa agli italiani e a dimettersi.”, conclude Articolo Uno Rimini.

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