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Rimini, associazioni ambientaliste: “No a manifestazioni nella spiaggia libera del Marano”

Si è tenuto martedì scorso, presso l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Rimini, un incontro fra gli assessori Montini e Sadegholvaad, la dott.ssa Caprili, l’associazione degli ornitologi AsOer e il Coordinamento Associazioni Ambientaliste Riminesi per discutere della destinazione della spiaggia ex  Bolognese. Com’è noto – recita un comunicato delle associazioni ambientaliste riminesi e dell’AsOer – quell’arenile è una delle poche spiagge libere di Rimini, ed è stato scelto miracolosamente negli ultimi anni come sito di nidificazione da alcune coppie di fratino (Charadrius alexandrinus), un piccolo trampoliere che nidifica sulle coste italiane, ma la cui popolazione si è molto ridotta tanto da rischiare l’estinzione. I suoi nidi sono quindi rigidamente protetti. L’area è però appetita anche per l’organizzazione di eventi per il turismo riminese, eventi anche fortemente invasivi come il Jova Beach Party dello scorso anno e la Beach Arena, che l’Amministrazione Comunale intende promuovere ancora. L’area del Marano, compresa la parte riccionese, concentrato di risorse di pregio naturalistico e architettonico, potrebbe divenire – prosegue il comunicato delle associazioni ambientaliste – volano di un nuovo e originale sviluppo turistico per Miramare, insieme al nuovo lungomare, a stabilimenti balneari e alberghi rinnovati nell’ottica di un’offerta rivolta al turismo “green”. Si ripropongono ancora invece i soliti triti eventi legati al turismo di massa, occupando gli unici spazi liberi sulla spiaggia per replicare tipologie di offerta già presenti da anni sulla la riviera riminese. Le posizioni dell’Amministrazione Comunale e delle associazioni sono risultate perciò distanti e non conciliabili. L’imprenditore del Beach Arena ha chiesto di utilizzare l’area fin da giugno la prossima estate, di qui la riunione dell’Amministrazione Comunale con AsOer e le Associazioni Ambientaliste, che avevano espresso netta opposizione al rilascio della concessione da parte del Comune. Le scriventi Associazioni apprezzano il ricorso al tavolo di consultazione come strumento per affrontare le situazioni di criticità ambientale, ma ribadiscono la propria posizione in merito. In primo luogo le spiagge libere (nella percentuale dell’8 per cento del totale dell’arenile) sono un diritto inalienabile dei cittadini.  Grazie ad una “furbata” in Emilia Romagna si considera la percentuale su scala regionale e non comunale da cui deriva che, grazie alle aree costiere protette del litorale nord della regione, siamo ampiamente entro i criteri. Poco importa poi se i  riminesi hanno di fatto a disposizione tratti di spiaggia libera percentualmente molto più esigui. A questo si aggiungano le iniziative per gli spettacoli estivi che occupano e privatizzano ulteriormente gli spazi liberi. In secondo luogo le spiagge libere non devono essere considerati luoghi “vuoti” perché l’assenza di antropizzazione fa sì che siano luoghi pieni di Natura. In questi luoghi torna la natura , tornano gli animali, le piante autoctone, le dune. E Tornano a nidificare i fratini.  Ci sono inoltre in quest’area eccellenze architettoniche, come la Bolognese, che permetterebbero di trasformarla nei veri “fori imperiali del turismo balneare del primo ‘900”. E ci sono vasti spazi che possono essere utilizzati per attività outdoor green ludico sportive, come base per percorsi verso l’entroterra, attività legate al benessere, ecc…

Tutte  potenzialità capaci di produrre flussi turistici  per l’intero anno.   

La spiaggia fra Rimini Terme e il Marano – concludono le associazioni ambientaliste riminesi e dell’AsOer – ha perciò i valori storico culturali ed ambientali utili per essere valorizzata per un uso ed uno sviluppo alternativi e complementari al modello di turismo antropizzato ed a forte impatto ambientale di tutta la restante costa riminese. E può essere una variante importante per l’offerta di un turismo alternativo e più soft, in coerenza con il suo status di spiaggia libera e con il progetto di “area del benessere” previsto per Rimini Terme e la Novarese                                                                                                                                      Le associazioni ambientaliste, unitamente ad Asoer, ribadiscono che qualsiasi scelta di utilizzo di quell’area per scopi diversi dalla vocazione primaria, ancora per un turismo fracassone e impattante, è sbagliata e non accettabile. Per contro, nella stessa zona di Miramare, esiste una importante area inutilizzata, la Novarese. Fra la colonia e la ferrovia corrono migliaia di metri quadri abbandonati e molto meno pregevoli dal punto di vista ambientale. Perché per ora non si attrezza quello spazio per ospitare concerti lasciando in pace i fratini ed i turisti, riminesi e non, che vogliono godersi il diritto ad una spiaggia gratuita e da subito non si avvia un percorso partecipato per una progettazione complessiva di tutta l’area del Marano?”.

Coordinamento Associazioni Ambientaliste Riminesi Riminesi (ANPANA Rimini, dnA Rimini, Fare Ambiente, Fondazione Cetacea, Italia Nostra, Legambiente, L’Umana Dimora e WWF Rimini), AsOer / Associazione Ornitologi Emilia Romagna

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