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Rimini, Basta Plastica in Mare: “Energie sostenibili? Rinnovabili, riduzione, risparmio”

L’APS Basta Plastica in Mare Network continua la battaglia contro il progetto che prevede l’installazione di pale eoliche nel Mare Adriatico, forte anche delle ultime dichiarazioni del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che lo definisce un “ecomostro”.

“E’ con vivo interesse che seguiamo il dibattito che si è animato intorno a noi e che in parte abbiamo promosso: sulle energie rinnovabili che occorrerebbero a Rimini e dintorni. Un territorio straordinariamente antropizzato per la sua vocazione di accoglienza non solamente ludica ed emozionale ma anche di proposta e vivacità culturale, istituzionale e professionale. Sì appunto professionale. Di qui a pochi giorni si svolgerà l’assise di uno tra i primi crocevia in Italia, pensato proprio da Rimini, per riflettere sull’economia circolare ed energetica: il salone fieristico Ecomondo (nonostante la pandemia). E noi associazione Basta Plastica in Mare Network animeremo in concomitanza, anche se in veste ridotta e via etere per lo più, della terza edizione del nostro Fuorisalone, dalla conduzione nella corte della Fondazione Carim, in Palazzo Buonadrata”.

“Affronteremo vari temi aperti intorno a “La Natura del Mare”, uno dei quali è il megaimpianto eolico, tutto e solo privato che negli ultimi mesi ha richiamato l’attenzione degli ambientalisti e della cittadinanza (per fortuna). Una procedura singolare proposta dall’inizio in solitario dalla Provincia di Rimini che peraltro non ha mai pianificato e promosso, nei fatti, cultura di energia rinnovabile, a cominciare dal risparmio energetico nelle sedi pubbliche, come avrebbe dovuto”.

“Anche il sindaco Gnassi si è pronunciato contro l’ecomostro che perfino secondo alcuni promoter ambientalisti dovrebbe sorgere in Adriatico, un mare che per sua natura è poco più di un grande lago, e anche un’autostrada nell’acqua, affacciato su paesaggi e riviere frequentate da pescatori, viaggiatori e qualche traffico marittimo. Andrea Gnassi è ora responsabile nazionale dei comuni italiani anche per il demanio. E le pale eoliche, alte due volte il grattacielo di Rimini, secondo le aspettative della società di scopo propositrice, dovrebbero essere impiantate nella sabbia/suolo/mare demaniale, cioè di proprietà di noi tutti. Superfluo aggiungere che le modifiche attualmente apportate sono risibili (nell’immagine l’ultimo rendering di Wind 2020, con vista da Covignano)”.

“Secondo noi l’unico aspetto interessante che ne esce da tutto ciò, è che in tanti abbiamo compreso che è giunta davvero l’ora di ragionare a fondo sulle energie rinnovabili. Come, quando e dove pianificarle. Con una serie di azioni diffuse ed ecosostenibili. Noi proponiamo un tavolo di consultazione misto, tra enti pubblici, associazioni ambientaliste ed esperti, tra i quali le università e i politecnici: coloro i quali sulla ricerca sono più avanti per competenza e ricerca. Noi mettiamo a disposizione i nostri autorevoli consulenti a livello locale e nazionale, insieme ai quali abbiamo studiato e previsto sia il risparmio che il vero fabbisogno energetico. Dunque proposte alternative, concrete ed ecologiche, non cieca promozione di un progetto speculativo. Confrontiamoci amici ambientalisti di ogni associazione attraverso il Piano Strategico col quale noi tutti abbiamo un dialogo aperto e costruttivo”.

“Da Wwf a Italia Nostra, da Legambiente ai tanti giovani che seguono Greta Thumberg. Senza preconcetti. Il nostro habitat naturale oramai è stato già fin troppo modificato e sfruttato. E due dei nostri decisori, da Gnassi a Bonaccini, hanno per fortuna sancito “basta cemento”, e amministrano nella direzione del rinnovamento e riuso. Allora censiamo tutto ciò che è possibile riutilizzare per terra e per mare. Cominciando da ciò che abbiamo già consumato, con l’eolico e i pannelli solari sul cemento e l’asfalto che già esistono: dai capannoni alle autostrade, sfruttando le piattaforme esistenti e il moto ondoso del mare per il quale a Ravenna stanno già sperimentando insieme al politecnico di Torino. In attesa dell’idrogeno green per il quale le ricerche avanzano veloci (in Australia anche per uso domestico). Promuoviamo noi tutti insieme, utilizzando i fondi di Green New Deal e Next Generation UE, progetti avanzati e di riduzione dei consumi, ottimizzando con le nuove tecnologie gli edifici, le tante strutture obsolete, coibentate, le illuminazioni pubbliche e private, alimentate a led solari. E’ possibile. Basta volerlo e impegnarsi. Facciamolo insieme”, conclude Basta Plastica in Mare.

 

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