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Rimini. Botte, coltello alla gola, furti per comprare droga e giocare d’azzardo: anni d’inferno per un padre

Botte e minacce al padre, pretese e furti di soldi, anche introducendosi nel conto corrente. E il tutto per comprare la droga e giocare d’azzardo. E’ durato anni l’inferno di un uomo di Rimini che alla fine non ne ha potuto più ed ha presentato querela contro il figlio di 28 anni.

A seguito della denuncia, gli uomini delle Volanti della Questura di Rimini, nella serata di ieri, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle indagini preliminari, dr.ssa Benedetta Vitolo, su richiesta del Sostituto Procuratore dr. Davide Ercolani, arrestando il giivane, residente a Rimini, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti nei confronti del padre.

L’attività della Polizia era iniziata immediatamente dopo la querela sporta dall’interessato e soprattutto dopo un intervento effettuato il 5 marzo scorso da parte di una pattuglia delle Volanti della Questura di Rimini a seguito della segnalazione di una lite familiare.

Nella querela, sporta il 30 gennaio di quest’anno, il padre dell’arrestato aveva infatti dichiarato che da circa 5 anni aveva lasciato l’abitazione ove conviveva con il figlio e si era trasferito in un’altra sua casa, per sottrarsi alle ripetute aggressioni fisiche e verbali di quel figlio tossicodipendente. Più di una volta il padre era finito al Pronto Soccorso.

Perfino la notte di Capodanno, verso le 2,  era scoppiata l’ennesima lite con il figlio che aveva sferrato un pugno in faccia al padre e lo aveva colpito e all’anca con una scopa.

Un mese prima il giovane era riuscito a sottrarre il bancomat del genitore, senza peraltro utilizzarlo, ma era però riuscito a usare la carta di credito per gettare 2 mila euro nelle giocate on line. Inoltre  dal conto PayPal era riuscito a prelevare 2750 euro. Nel mirino anche lo zio, che si era visto sparire la carta di credito dello zio, utilizzata per prelevare circa 1000 euro allo sportello, e le credenziali per l’accesso all’home banking, utilizzate per effettuare ricariche per 3290 euro  su una carta ricaricabile intestata al 28 enne. Sono risultati inoltre ulteriori prelievi e spese sul conto del padre per 3000 euro e su quello cointestato padre-zio per altri 3000. Infine il padre offesa aveva riferito che anche alla sua compagna erano stati sottratti gioielli, monete da collezione e denaro, a suo dire senz’altro per mano dello stesso figlio.

L’ultimo episodio risale invece al 5 marzo, quando la Sala operativa della Questura aveva inviato una pattuglia per una lite in famiglia: per l’ennesima volta l’uomo arrestato ieri aveva richiesto altro denaro, oltre a quello già consegnatogli in contanti e consumato per esigenze futili.

La perquisizione personale immediatamente eseguita dava esito positivo:  nella tasca destra del giubbotto indossato dal giovane c’era la chiavetta USB che il padre riconosceva immediatamente come di sua proprietà.

Il padre a quel punto ha raccontato inoltre la difficile convivenza con il figlio, tossicodipendente dall’adolescenza, attualmente in cura presso il SERT di Rimini. Oltre a ciò, il figlio era entrato anche nel tunnel della ludopatia, problematica che lo aveva indotto a pretendere sempre più soldi dal padre, arrivando anche, in più occasioni, a rubare; il padre in più occasioni aveva consegnato somme di circa 200 euro mensili, pretesi con prepotenza.

Il primo furto che ha commesso nei confronti del padre era avvenuto fra ottobre e novembre del 2018, quando era riuscito ad avere accesso al PC e, mediante dei programmi che lui stesso installati, era riuscito ad accedere al suo Home banking e mediante la carta di credito e il conto Pay Pal, per sottrarre circa 6000 euro.

Il giovane arrestato ieri ha poi commesso una serie di atti lesivi della integrità fisica e morale del padre, così da rendere abitualmente dolorose e mortificanti le relazioni con il figlio: ingiurie, minacce di morte, percosse e spinte, più e più volte reiteratamente il padre. In un’occasione,lo aveva anche  minacciato con un coltello da cucina puntato  alla gola urlando: “t’ammazzo, da molto tempo voglio ammazzarti e prima o poi ci riuscirò”, per tagliargli immediatamente dopo un ciuffo di capelli.

Ora il 28 enne si trova presso la locale Casa circondariale dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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