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Rimini. Cade dalla barella e muore. Nessun colpevole per prescrizione

Il giudice di un processo viene cambiato per quattro volte. Alla fine l’ultimo giudice, il quinto dichiara che il processo è prescritto. In questo modo, un processo per omicidio colposo non ha nessun colpevole.

Giuseppe Simoncelli, 69 anni di Cattolica, morì per le conseguenze della caduta. Simoncelli era stato ricoverato a giugno del 2011 fa e sottoposto a intervento chirurgico per un aneurisma. Dopo qualche giorno era stato però colpito anche da un ictus. Le sue condizioni però non erano gravi dopo il ricovero a Cesena e il successivo trasferimento prima al reparto della clinica “Sol et Salus” di Torre Pedrera e infine all’ “Infermi” di Rimini. Dopo alcuni esami sarebbe dovuto tornare alla clinica di Torre Pedrera: ma prima di essere caricato sull’ambulanza era stato lasciato solo sulla barella. A questo punto la caduta, che secondo l’autopsia non ha lasciato scampo all’uomo. La morte è stata causata da un’emorragia cerebrale provocata dal colpo alla testa.

Le indagini hanno portato al rinvio a giudizio al medico, una 45enne di Rimini e un’infermiere 26enne pugliese accusati di non aver vigilato il paziente.  Gli indagati hanno sempre negato ogni responsabilità.

La prima udienza avvenne il 1 aprile del 2013, ma il processo è ricominciato per ben quattro volte per via del turn over dei giudici. Ogni volta che arrivava un giudice nuovo si iniziava dall’inizio il processo compreso il richiamare tutti i testimoni. Una perdita di tempo enorme oltre alla beffa dell’inutilità. Infatti l’ultimo giudice, non ha potuto che prendere atto dell’avvenuta prescrizione del reato di omicidio colposo.

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