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Rimini, Callà, FIPE: “Rincari utenze e servizi. Costretti ad aumentare i prezzi”

L’aumento del costo delle materie prime e dei consumi energetici è una miscela amarissima per i bar e locali – dice Gaetano Callà, presidente di FIPE-Confcommercio della provincia di Rimini – che alle difficoltà di ripresa dopo oltre un anno di chiusure e sacrifici devono fronteggiare un caro prezzi insostenibile.

Fipe della provincia di Rimini lancia l’allarme e sottolinea come: “Alle difficoltà legate alla ripresa si aggiungono le forti tensioni inflattive che riguardano materie prime, energia, utenze e servizi. Una congiuntura che rischia di pregiudicare la ripresa economica in atto, e che in molti casi avrà ripercussioni sul listino prezzi di locali, bar, ristoranti, pizzerie e in generale sui pubblici esercizi. Tra gli aumenti più incisivi si segnalano quelli della farina e della miscela per caffè, saliti rispettivamente del 18% e del 20% dall’inizio dell’anno, per non parlare del metano, salito fino al 100%, e dell’energia in generale: più 30% sulla bolletta della luce e del 15% su quella del gas, in un contesto che vede le piccole e medie imprese pagare cifre spropositate, ben il 178% in più per i consumi di energia e gas rispetto alle grandi industrie. Gli aumenti di molti prodotti e servizi ci costringono ad aumentare i prezzi per poter sopravvivere.

A questo si deve aggiungere – prosegue la nota di Gaetano Callà, presidente di FIPE-Confcommercio della provincia di Rimini – che alcune materie prime sono anche di difficile reperibilità, mettendo così a rischio le produzioni di ricorrenza in vista delle festività natalizie. Questi aumenti che si aggiungono l’uno all’altro mettono in grande difficoltà i pubblici esercizi, già indeboliti dagli effetti della crisi pandemica. Non spetta a noi capire se questi aumenti siano frutto di dinamiche reali o di manovre speculative. Per questo Fipe ha lanciato un appello al Ministero dello Sviluppo economico per istituire un tavolo di monitoraggio con tutte le componenti della filiera.

In una situazione in cui le attività stanno faticosamente cercando di tornare ai livelli di consumi pre-Covid, questi aumenti rischiano di minare la fiducia dei consumatori e ridurre il potere d’acquisto delle famiglie. È quantomai necessario – conclude Gaetano Callà – che il Governo attivi presidi di monitoraggio e controllo, oltre a sostenere nuove misure che possano favorire la ripresa, come un alleggerimento del costo del lavoro e una politica di agevolazioni per gli imprenditori che decidono di assumere. Da sottolineare infatti anche l’enorme difficoltà di trovare lavoratori specialisti del settore, soprattutto per la ristorazione che richiede per ogni pubblico esercizio numerose figure dalle diverse e specifiche professionalità”.

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