Home > Intervista > Abusi edilizi al Ceis, il direttore Sapucci: “Disponibili a spostarci, ci affidiamo al Comune”

Abusi edilizi al Ceis, il direttore Sapucci: “Disponibili a spostarci, ci affidiamo al Comune”

Siamo disponibili a trasferire la sede del Ceis nella zona della stazione ferroviaria, come proposto dal Comune. Anche se a dir la verità non sappiamo ancora con precisione dove si trovi l’area che verrebbe assegnata all’Asilo Svizzero“. A parlare è Giovanni Sapucci, direttore del Ceis, la scuola privata riminese finita sotto i riflettori dopo in seguito ad alcuni controlli effettuati dal Comune e sollecitati dai gruppi consiliari di opposizione, che hanno permesso di scoprire che alcuni edifici del villaggio in cui il centro educativo è ospitato – che insiste sui ruderi dell’anfiteatro romano – non sono stati forniti dei permessi di costruzione, in un arco temporale lontano nel tempo ma piuttosto ampio che copre quasi un ventennio, dal 1950 al 1969. 

Siamo in attesa che l’amministrazione ci recapiti le lettere di diffida“, spiega ancora Sapucci, “noi ci affidiamo al Comune e speriamo che l’iter dello spostamento avvenga secondo tappe che ci garantiscano di non poter incorrere in disservizi a scapito delle famiglie che scelgono di mandare al Ceis i bambini“. Malgrado sia conosciuto in città perlopiù con il nome “Asilo Svizzero” il Ceis ospita anche una Scuola Elementare. “Demolire il 30 per cento degli edifici prima di aver trovato una soluzione tampone – continua ancora il direttore – significherebbe ridurre il numero degli iscritti, non garantire alle famiglie che lo desiderano quella continuità nell’iter scolastico che snodandosi in percorso che va dall’asilo alla scuola elementare e dura quindi molti anni. In ogni caso è chiaro che noi siamo assolutamente disponibili al trasferimento“.

Nel tempo, il Comune ha sempre tutelato il Ceis, di cui è pure membro del cda. Su questo aspetto è intervenuto il consigliere di maggioranza Davide Frisoni (Patto Civico) che ha chiesto in via esplicita all’amministrazione di uscire dal suddetto consiglio. E la motivazione di tale richiesta non sembra essere collegata solo al nodo riguardante i padiglioni scolastici ritenuti abusivi.

A corollario va infatti aggiunto che da tempo l’area del Ceis è oggetto di un accesso dibattito, in quanto come è noto, gli edifici di una delle scuole private riminesi più conosciute insistono sull’anfiteatro romano. Rispetto ad altre zone del centro cittadino la riqualificazione quadrante in cui si ergono i resti dell’anfiteatro romano, che comporterebbe lo spostamento della scuola altrove non è mai rientrato nei piani prioritari delle amministrazioni comunali succedutesi in tempi recenti. Per altro, la riqualificazione dell’anfiteatro era stata trasformata da uno dei partiti attualmente all’opposizione in una delle bandiere del programma elettorale presentato in occasione delle ultime elezioni amministrative e la “questione Ceis” è anche uno dei vecchi cavalli di battaglia del consigliere di minoranza Gioenzo Renzi.

Ora, resosi necessario un intervento del Comune per risolvere la questione che interessa il 30% degli edifici del Ceis – che possono essere ritenuti abusivi a tutti gli effetti – la riqualificazione di quel quadrante cittadino potrebbe rientrare tra gli obiettivi a breve termine dell’ attuale amministrazione comunale di centro sinistra. 

Visuale dall’alto dei ruderi dell’Anfiteatro romano

Scroll Up