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Rimini. C’è la “Norma” al Galli, e in platea siede Riccardo Muti

Un allestimento scenico ad alto contenuto tecnologico e un’opera intramontabile, la Norma di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani. Il Teatro Galli ospita in questi giorni l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, il Coro Luigi Cherubini e Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”  (maestro del coro Antonio Greco (light designer Vincent Longuemare, video programmer Davide Broccoli e costumiAlessandro Lai), diretti da Alessandro Benigni per una coproduzione firmata dal Ravenna Festival, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Galli di Rimini. Ieri è andata in scena la “prima”, domani alle 15.30 è prevista la replica.

Nella serata di ieri è andato in scena il primo dei due appuntamenti previsti, nella cornice di un teatro gremito di persone. In tanti hanno notato tra le persone sedute in platea un’ospite d’eccezione, il maestro Riccardo Muti, che già aveva calcato le assi del teatro Galli, lo scorso 3 agosto, in occasione dell’apertura della 70/a edizione della ‘Sagra Musicale Malatestiana’ che vide il Maestro, dirigere sempre l’orchestra giovanile ‘Cherubini’ ne ‘Le Nozze di Figaro’ di Wolfgang Amadeus Mozart.

Ma la presenza di Muti al Teatro Galli di Rimini non è stata di certo casuale, perchè la regia della rappresentazione andata in scena ieri e in programma domani è di Cristina Mazzavillani Muti, moglie del maestro e anima del Ravenna Festival, che assieme al rinato Teatro Riminese ha coprodotto gli allestimenti. “Brava!” ha esclamato il celebre direttore d’orchestra durante i 10 minuti di applausi scroscianti che hanno seguito la chiusura del sipario alla conclusione del secondo ed ultimo atto, mentre sul palco sfilavano la regista e i protagonisti sul palco. Norma, la sacerdotessa al centro delle vicende raccontate nell’opera, è interpretata dalla soprano sudcoreana Vittoria Yeo.

L’Opera è ambientata in Gallia, durante la dominazione dell’impero romano. Durante i quali la sacerdotessa Norma, figlia del capo dei Druidi Oroveso, è stata l’amante segreta di Pollione, il proconsole romano. Dalla relazione clandestina sono nati due figli, allevati all’insaputa di tutti dalla fedele Clotilde.

 

 

 

 

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