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Rimini, nuovo Centro Servizi per la Pesca. Regione e Comune chiedono al Governo di impegnarsi

Con la firma di Simona Caselli, Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia Romagna e di Andrea Gnassi Sindaco Comune di Rimini, è partita ufficialmente la richiesta al nuovo Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Teresa Bellanova affinché anche il Governo si impegni nella realizzazione del nuovo Centro Servizi per la Pesca nell’area del porto di Rimini, progetto pilota di importanza strategica per il settore produttivo della pesca nel territorio riminese. In sintesi, il Comune chiede in tempi urgenti un incontro per sviluppare un’analisi condivisa della struttura e delle sue potenzialità economiche e per individuare d’intesa con il ministero fonti di finanziamento a sostegno dell’intervento.

“La pesca è lavoro e valore per i nostri territori – scrivono Simana Caselli e Andrea Gnassi –           Anche a Rimini, come per molte altre realtà della costa italiana, il mare è stato storicamente la fonte primaria di sostentamento. Sicuramente lo è stato attraverso l’attività della pesca e lo è tuttora grazie al valore del territorio e dell’ambiente marino e costiero per il settore turistico e per tutta la collettività, tanto da collocare la Provincia di Rimini al primo posto nella classifica redatta nel Settimo Rapporto nazionale sull’Economia del Mare – pubblicato nel 2018 – in cui la provincia, oltre essere prima per percentuale di imprese della Blue Economy, è al secondo posto sia per quanto riguarda l’incidenza del valore aggiunto generato sull’economia locale complessiva (il 13,3% con 1.170 milioni), sia per l’occupazione (14,4% pari a 21.700 occupati).

Cento imbarcazioni da pesca e una filiera ittica in provincia con 450 imprese, Allo stato attuale la pesca, pur non essendo la principale attività della zona costiera, rappresenta un fattore primario di ricchezza per il territorio, sia in relazione all’economia turistica e congressuale, sia per l’elevata domanda di pesce e molluschi per alimentazione e per ristorazione.

In termini di volume del pescato gestito dal mercato ittico locale, nel 2017 è stato registrato un fatturato diretto di 9,7 milioni euro relativi alla sola risorsa ittica di ql. 17.088; in termini di numero di occupati diretti vi sono circa 300 persone imbarcate, impiegate tra le varie tipologie di pesca, oltre a vongolari e addetti alla molluschicoltura e circa 1000 nella filiera.

Oggi la marineria di Rimini – prosegue la lettera – consiste in circa 100 imbarcazioni da pesca (di cui 42 fino a 12 mt (l.f.t.) e 52 superiori a 12 mt (l.f.t.)) con 300 persone imbarcate facenti capo alla Cooperativa Lavoratori del Mare e altre centinaia di persone occupate per attività direttamente collegate e di supporto a terra alla marineria, e per quelle lungo la filiera che porta il pescato fino al consumatore finale, dalla commercializzazione al dettaglio del pesce a quelle delle imprese che preparano semilavorati di pesce (sfilettatura del pesce, spiedini surgelati, ecc ecc.).

L’intera superficie in cui è prevista la realizzazione del Centro Servizi della Pesca è di 10.000 mq circa. Nel medesimo ambito è da segnalare che la superficie adiacente (di circa 18.000 mq), su cui insistono i capannoni dei cantieri navali e i presidi della Capitaneria di porto e della Guardia di Finanza, è di proprietà del Demanio marittimo dello Stato. L’edificio “Centro Servizi per la Pesca” che vogliamo realizzare, interessa una superficie di circa 5.500 mq all’interno dell’area di proprietà comunale, con accesso dall’area di proprietà demaniale.

L’amministrazione comunale ha condiviso da alcuni anni con la Cooperativa Lavoratori del Mare una prima ipotesi progettuale del “Centro Servizi per la Pesca”. Le funzioni da insediare nell’edificio sono suddivisibili su due piani fuori terra e un piano interrato con parcheggi, ambienti di servizio, vani tecnici, depositi per le diverse attività. Al piano terra si collocano i locali per attività connesse alla pesca e allo svolgimento del mercato all’ingrosso (celle frigo, depositi, ufficio veterinario, uffici amministrativi), locali per macchine per la produzione del ghiaccio, spazi la sistemazione delle attrezzature della pesca, uno sportello bancario e bar con servizi, spazi di ingresso disimpegno e servizi igienici. Al primo piano si collocano spazi per usi diversi: sale riunioni e per la formazione, uno spazio per ristorazione e degustazione dei prodotti ittici locali, alcuni uffici e servizi igienici, uno spazio museale. Per l’intervento si stima un costo di circa € 14.500.000. La realizzazione di una struttura, essenziale per il prosieguo delle attività della marineria sopra illustrate, si rende pertanto a questo punto assolutamente imprescindibile.

Ovviamente l’importo individuato per l’attuazione dell’intervento è di una certa rilevanza, e per questo l’Amministrazione Comunale chiede un sostegno al Ministero. Oltre alla partecipazione ai bandi del Feamp regionale che possono coprire solo in parte gli interventi, si ritiene, opportuno individuare fonti di finanziamento comunitarie, o statali in grado di sostenere, almeno in parte, la realizzazione del “Centro Servizi per la Pesca”.

 

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