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Rimini. Chiesto il rinvio a giudizio per i vigili dell'”ambientale”

Il Pubblico Ministero, Davide Ercolani, ha chiesto il rinvio a giudizio per gli otto agenti della Polizia Municipali di Rimini  che facevano parte del nucleo ambientale. Sono accusati dalla Procura di peculato, abuso d’ufficio, danneggiamento aggravato, favoreggiamento personale e rifiuto di atti d’ufficio.

Suscitò grande clamore, nel marzo scorso, l’intervento della Procura che portò all’arresto di 4 vigili urbani (uno si costituì al ritorno da una vacanza in Messico) ed altri 4 agenti inquisiti. Il Tribunale del riesame poi sostituì gli arresti domiciliari con la sospensione per un anno dal corpo dei vigili urbani. 

Le indagini avevano preso le mosse da alcune segnalazioni fatte pervenire nel 2016 all’Autorità Giudiziaria dalla stessa Polizia municipale, nelle quali venivano evidenziati fatti ritenuti suscettibili di rilievo penale, posti in essere dagli operatori di polizia locale nel corso, in particolare, di operazioni di polizia giudiziaria da loro eseguite nel quadro della repressione di attività di spaccio di stupefacenti esercitato in prevalenza da alcuni cittadini stranieri extracomunitari. Era la cosiddetta operazione “Kebab Connection”, che nel dicembre  2013 aveva portato a 53 ordinanze di custodia cautelare.

Ora sarà il Gip del Tribunale di Rimini a decidere se prosciogliere gli imputati oppure rinviarli a giudizio. Tutti gli imputati sono difesi dagli avvocati Massimiliano Annetta e Roberta Rossi

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